lunedì 19 settembre 2011

Crema di pere e vaniglia, gelato vaniglia.


Di Artemisia.

Diciamolo. Poco cucinerò, senza ospiti; quelli vengono di sera, non farò foto diurne se non eccezionalmente. La bellezza della morbida lucente crema color avorio, della cupoletta di gelato con i suoi bagliori ghiacciati, della molle goccia di marmellata d’arance cupamente dorata, della coppa di ceramica madreperlata, ora violetta ora color uovo di tortora ora color madonna, fatemi il favore: immaginatevela. Anzi, nonostante la poca voglia di cucinare, ospiti ne ho voluti avere, e ho pensato un dolce che non trovando la riottosa opposizione della mia pigrizia, avrebbe avuto qualche probabilità di riuscita.

Per quattro.

Sbucciate e tagliate a dadini quattro belle, grandi pere mature al punto giusto; bagnatele col succo di un limone per arrestare l'ossidazione, frullatele con 250g di gelato alla vaniglia buono, di quello con i semini neri di vaniglia dentro. Verrà una crema che potete conservare in frigo fino al momento di servire.

Quando il dessert va in tavola, mettete sul fondo di larghe coppe individuali un mestolo di crema vaniglia-pere, e al centro affogatevi una pallina di gelato alla vaniglia (in tutto ve la cavate con 500g di gelato alla vaniglia).

Per interrompere tutti quei bianchi e moltiplicare gli effetti sotto i denti, fatevi cadere una grossa goccia di una marmellata semiliquida (ho una certa marmellata d’arance con dentro scorze candite che si presta) oppure del miele (tutto all’ultimo istante, specie il miele che non vede l’ora di sparire).

Se avete dei baicoli (quelli ho offerto io, nostalgica di Venezia) o dei biscotti cialda, tirateli fuori.


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