giovedì 10 settembre 2020

Moscardini alla Luciana con olive e capperi

Da Artemisia
 
L'Orto Botanico oramai di tanto in tanto: ancora più casuccia, si lavora on line. La luce settembrina è preziosissima, lo si sapeva, ma quanto me ne accorgo quest'anno: tutto riluce tra scuri tagli e drappeggi, l'azzurro del cielo implode densissimo invece di dissolversi nel sole, i chiaroscuri si sprecano, settembre è caravaggesco. I parrocchetti monaci abitano altissime palme barocche, fanno avanti e dietro tra nido e Plazzo Corsini, e vanno arruffando assai le penne; le ultime libellule le collezioniamo come spille preziose, ora una qui, ora un'altra qua invece che il fitto passato volo; si raccolgono baccelli/tasti di pianoforte di bellezza rara; l'acqua del laghetto giapponese è puro sciàntung verde oro; le delicate foglie pennute del sacro Cipresso di Montezuma, l'Árbol del Tule, Ahuehuete, Il Vecchio Uomo dell'Acqua che cede in grandezza solo alle sequoie e maestoso accumula anni su anni, galleggiano sulla lucente acqua nera con i piccoli coni verde tenero che viene voglia di mordere (cioccolatini al pistacchio?). Non conoscevo polpo alla Luciana con olive e capperi, e invece pare di sì, che ci vadano o che ci possano andare; faccio perciò moscardini in tal foggia, e sono - prevedibilmente - buonissimi. Infatti tutto ciò che viene lucianeggato, liscio o con olive e capperi, polpo grande, polpo piccolo, moscardini, è sempre buonissimo. Ecco il Polpo alla Luciana liscio. Vennero fatte due incursioni verso Nord: le olive furono taggiasche, e l'accompagnamento polenta bianca (!); del resto il commensale è veneto. Ottimo tutto. Sono poi stati rifatti, e messi su friselle.

Pulite 500g di moscardini togliendo interiora, becco e occhi.
 
Metteteli in un pentola di coccio o di ghisa dove stiano stretti, tentacoli sulla testa.

Aggiungere aglio, olio d'oliva, peperoncino (l'aglio l'ho infilato con uno stuzzicadenti per poterlo rintracciare e togliere).

Mettervi su tre belle manciate di pomodorini spaccati.

Aggiungere capperi dissalati (un cucchiaio) e olive (di Gaeta, o taggiasche come le mie, una manciata).
 
Coprire con un coperchio he copra bene, pesante, e tra coperchio e pentola mettere un foglio di carta da forno, o di alluminio.

Cuocere per circa un'ora, fino a moscardini teneri.

Avranno un ricchissimo sughetto di cui far qualcosa: fette di pane casereccio abbrustolite, friselle, oppure - perfino - polenta (in Veneto, col pesce, bianca).













1 commento:

GufettaSiciliana ha detto...

Ghiotta zuppetta!

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