domenica 24 maggio 2015

Zuppa di fave della Val di Comino




Siamo nella raccolta Minestre zuppe e vellutate di legumi, con Lenticchie, Fagioli, Ceci, Fave, Piselli, Roveja, Cicerchie, Dal indiani.

Da Artemisia.

La ricetta è di Patrizia Patini, di Le Cannardizie, un ristorante apprezzabilissimo in Valle di Comino, ad Atina; l'ho appena modificata, aggiungendo pane e pancetta e togliendo due pomodorini sfilettati. Rientra a buon titolo tra le zuppe di quei luoghi che mi ha passato Mentuccia, le campestri, le semplici, le antiche: solo zucchine, sola indivia, sola verza, tutte buonissime.


Per due.

Prendere le fave - erano un cestino -  sbucciarle, togliere la pellicola.

Preparare un trito con cipolla - aglio - carota - sedano ed erbette aromatiche. 

In padella con un filo d'olio d'oliva e un bicchiere di acqua; sale. Per 5'. 

Aggiungere le fave. Altri 5'.

Servire con scaglie di pecorino (in Val di Comino si usa quello di Picinisco, saporito e dolce; se non lo avete, che sia analogo) e con una fetta di pagnotta casereccia ottima (tipica della Valle; qui ho usato del pane alle castagne di Bonci). 

E con una fetta di pancetta arrotolata prima ben rosolata.





1 commento:

Pellegrina ha detto...

Provate entrambe, con pomodorini e senza pane e viceversa. Buone entrambe, la prima più da giorni caldi e la seconda più sostanziosa e corroborante.

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