martedì 11 novembre 2014

Kamba wa Vitunguu Thomu, gamberi all'aglio, Zanzibar


Sono stata in Tanzania, ma non a Zanzibar. E adesso ho iniziato a ricamare su Zanzibar; sulla cultura di Zanzibar; sulle principesse di Zanzibar; quella con la faccia da antilope, che sposò furtivamente un tedesco, scappando dall'isola poco prima che il sultanato affondasse, e che poi scrisse un'autobiografia dolente e nostalgica che trasuda una spaesante confusione culturale, che si può pensare che sia tedesco-swaili causata, ma forse non molto diversa da quella che dovette caratterizzare Zanzibar per secoli. E poi ho visto le porte di Zanzibar, e i turbanti delle dame - come questo qui - e ho assaggiato la sua cucina, e mi sono accorta che è squisita, come l'Africa sa, quando mescola.



Da Artemisia

Per 4/6 persone.

500g di gamberi privati del carapace.

Marinatura: uno spicchio d'aglio ridotto in crema, un cucchiaio raso di zenzero fresco gattugiato, pepe nero appena macinato, mezzo cucchiaio di salsa di soia, un piccolo pizzico di sale. Marinarvi i gamberi per un'ora.

Pastella: 2/3 uova, 1/2 cup di farina fioretto di mais, un pizzico di sale e uno di pepe nero, fare una pastella morbida aggiungendo un po' d'acqua e battendo.

Immergere i gamberi nella pastella e friggerli pochi per volta in olio vegetale (arachidi, per es.) profondo. 

Tre o o quattro cipolline fresche tagliate finemente in padella con un paio di cucchiai d'olio vegetale. Aggiungere mezzo spicchio d'aglio ridotto in crema, un peperoncino verde fresco e piccante e due cucchiaini di salsa di pomodoro (qui il cuoco che mi aiutava si fece un po' scappare la mano, e ce ne versò di più), un pizzico di zucchero, un cucchiaino di aceto di mele. Cuocere un paio di minuti.

Passare i gamberi nella salsa, aggiungere un sorso d'acqua se serve, cuocere 5'.

Servire con coriandolo fresco e cipollina fresca triturati, in su la cima.

Accompagnare con riso al latte di cocco.


 Quasi uguale, da zanzinet.

Un altro piatto di Zanzibar: il pollo al latte di cocco



2 commenti:

isolina ha detto...

Ho letto sella principessa e ho immaginato. Questo piatto conquista

la belle auberge ha detto...

Non ho letto la storia della principessa, ma mi ha stupito l'analogia tra il suo viso e quello dell'antilope poiche' anch'io, lo scorso ottobre, assistendo ad una messa feriale in Notre Dame, associai il viso, la figura snella e il modo di parlare sussurrato del sacerdote nero che officiava il rito con quello dell'animale africano (per quanto, non credo di aver mai scambiato opinioni con il mammifero, di cui non conosco il timbro vocale).

PS preso nota della ricetta. grazie mille :)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...