martedì 3 settembre 2013

Africa. Namibia. Mealie Soup - South African Corn Soup. Crema di mais piccante, alla moda namibiana o per meglio dire, alla Cape Malays.


Di Artemisia

Il mais è un cibo base in tutta l'Africa sub sahariana; soprattutto in forma di polenta soda, servita insieme alla carne. In Namibia ho mangiato anche molte creme di verdura - non c'era pasto senza crema - una era fatta con i chicchi di mais e cimette di cavolfiore verde lasciate intere nella gialla vellutata. Ispirata da quella, ho provato questa crema. Priva del bimby (a Venezia, dove ero, non ce l'ho) è venuta un po' granulosa benché l'abbia sia frullata che successivamente passata al passaverdure (il bimby, da blender semiprofessionale quale è, mi ha abituato a vellutate vellutatissime; la riproverò a Roma).

Tre barattoli di grani di mais cotti al vapore da 300g l'uno, scolati e messi a cuocere per venti minuti con un bicchiere d’acqua e sale.

Aggiungere zenzero fresco – un cucchiaio – e in polvere – ancora un cucchiaio – tre infiorescenze di pepe lungo indonesiano, quindi mezzo cucchiaio di peperoncini piccanti sott’olio (non potrete fare a meno di assaggiare: il peperoncino si realizza in molte, differenti piccantezze; qui il piccante contrasta il dolce del mais senza esagerare mai, poiché la caratteristica dello speziato Cape Malays che ho apprezzato è la soavità). 

Frullare finemente aggiungendo latte fino ad avere la fluidità desiderata, scaldare ancora se occorre, servire calda.

PS: questa ricetta è una mia libera intrpretazione a partire da ingredienti e suggestioni sud africane.  Le ricette che ho visto in rete usano brodo di pollo, cipolla, latte, pomodoro...

Nel menu di  Tornando dall'Africa, organizziamo una cena namibiana a Venezia.




***

Aggiornamento settembre 2013.

Versione con cipolla, aglio, scalogno.

Due barattoli di mais cotto al vapore più: una grande cipolla di Tropea, uno spicchio d'aglio, uno scalogno, due noci di zenzero fresco pelato (tutto a tocchetti), due infiorescenze di pepe lungo, due cucchiaini di una crema calabrese di peperoncini piccanti sott'olio. Acqua due dita sotto le verdure. Sale.

Venti minuti di cottura coperta, quindi aggiungere mezzo bicchiere di latte e frullare finemente.

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Versione ottobre 2016

Nel menu di Ottobre 2016. Una cena piena di parenti, tra cui uno nuovissimo

Un po' più densa del solito; ho usato anche un bicchiere di latte di mandorla.






PS. in Namibia e S. Afica si usa mais bianco; io l'ho usato giallo; questa crema più ci si prende la mano e più è buona.

4 commenti:

la belle auberge ha detto...

Mario mi racconta sempre che, quando abitava in Kenia, i suoi vicini mangiavano quotidianamente una polentina di mais chiamata "posho". Se non ricordo male, era a base di farina di mais bianco.Tale posho serviva da accompagnamento allo stufato. Avranno imparato dai veneti? :)

la tua versione e' super raffinata.

isolina ha detto...

!!!! Forse si può anche usare il granturco fresco in pannocchia?

artemisia comina ha detto...

Eu, la "polenta" la mangia tutta l'America latina e tutta l'Africa sub sahariana! il mais è stato una delle grandi invenzioni dell'uomo. A presto un post tutto dedicato al mais in Africa, anche con un po' di nomi locali.
Certo Isa, perchè no? fai bollire le pannocchie, le sgrani, ed ecco fatto :). Tutto sta a creare equilibrio tra dolce del mais e piccante. Ricette africane mettono cipolla, brodo di pollo, insomma il mais è fantastico; penso che una crema con zenzero e miele sarebbe un bel dolce. Le polentine in Africa si addolciscono pure, per mangiarle zuccherate, per es. con la composta di una particolare frutto (di cui vi racconterò).

artemisia comina ha detto...

ps: non avevo adottato il nome locale per via della prevalenza della mia interpretazione, ma ora l'ho messo, è troppo bello....

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