sabato 12 gennaio 2013

La cena di capodanno


In cinque, numero perfetto. La mattina tutti insieme da Venezia a Treviso per fingere di andare a fare la spesa - l'essenziale è già fatto, ma siamo pronti alle ispirazioni - e in effetti troviamo le preziose schie e piccoli calamari bellissimi e prendiamo altro radicchio, perchè come si fa a non essere sedotti da quei riccioli rossi. A pranzo da Muscoli's, l'osteria vicina al mercato del pesce e al flusso d'acqua che suona così bene a Treviso.

Tutto è già così fatto - gli strudel hanno il vantaggio di passare senza alcun danno dal surgelatore al forno, e io lo faccio sempre quando non vengono cotti immediatamente per evitare che la pasta si bagni - che tornati a casa mi prendo il lusso di perdermi nella lettura, nella bella pace della stanza divisa dal vasto cielo veneziano solo da un tetto di tegole: storie indiane di malinconici fantasmi, che appaiono come scheletri tintinnanti interamente adorni di scintillanti gioielli o come sopravvissuti penetranti sguardi, o come ricordi insopprimibili, fino al ritorno, dei rimasti, inquieti viventi. Le scrive Tagore, e con un indiano che ha a che fare con il colonialismo ben si capisce che fantasma è colui che perde l'identità, che si può essere tali anche in vita. Fantasma è l'emarginato.

Poi quando dalle finestre sparisce la luce e entra l'azzurro della sera corriamo alla tavola delle feste che qui è dorata e rococò e si appresta in un attimo: i copricuscini di broccato tailandese vanno sul verderame del tavolo a far da tovaglia, i piatti e le posate spaiati catturati qua e là si incontrano e si sposano, mettiamo al lavoro il presepe aggiustandolo in un vassoio argentato che trasforma i personaggi in tanti san pietro che camminano sulle acque, recuperiamo i due babbi natale finlandesi che pungentemente mi ricordano tappeti di muschio e licheni e confondenti acque e foreste e che è la prima volta che vengono chiamati, dopo tanti anni che sono con noi, a fare la loro parte.

Ci sarà anche la tombola parlata, quella napoletana, e l'occasione ci dà anche il napoletano per dircela;  la madama della foto è colei che vincerà ogni cosa.


Menu?

schie fritte con la polenta bianca, 

friggitelli ripieni di baccalà mantecato

vichyssoise calda di zucca e porri con calamari scottati in padella, 

strudel affiancati: uno di razza al burro nero l'altro di radicchio tardivo stufato, 

 insalata di radicchio tardivo, 

mandorlato, certe ciambelle di sfoglia venete che non conoscevo ovvero le sfogliatine di Villafranca, i biscotti della signora Scala.

Champagne Vedova, Sauvignon Picol Lis Neris, Valpolicella Quintarelli.


1 commento:

Anonimo ha detto...

Meraviglioso. Come sempre. Alessandra