martedì 8 gennaio 2013

Cena dai Daini in una Venezia festosa, con un velo di malinconia


Fa sempre piacere andare a mangiare dai Daini:  accuratezza, calore, semplicità elegante e amichevole, un gusto della notte veneziana che si ha solo dall'alto, vicini al tetto e alla luna, con il canale che riluce sotto; e quei gesti sicuri di chi sa quello che fa di Cucurbita in cucina.


Il menu lo leggete nel cartiglio che Cucurbita dipinse; aggiungo che i dadini di pane dorati nel burro e rotolati nella cannella sono un tocco magico nella di per sé ottima zuppa al vino bianco (brodo di carne e vino bianco aromatico in parti uguali, infine un uovo a persona battuto con un po' di panna fresca aggiunto poco a poco guardandosi bene dal far bollire).


Artè ebbe l'umiliazione di ricordarsi che doveva fare tovaglioli più grandi di quelli regalati l'anno scorso con la tovaglia bianca e rossa: aveva finito la stoffa, e quelli sono da tè; Cucurbita ne aggiunse di carta (con quelle boccacce a tavola, del resto...). Venezia il giorno prima di capodanno, Venezia che troviamo festosa, ma avvolta in quel velo di malinconia che il 2012 porta con sè.

4 commenti:

giulia pignatelli ha detto...

meraviglia di cena e di amici... fortunata...

artemisia comina ha detto...

sì, fortunata.

MINNIPUTIZZA ha detto...

...MI SEMBRAVA DI ESSERE Lì, LA TRANQUILLLITà DI UNA CASA, IL PIACERE DEL BUON CIBO...CUCURBITA AI FORNELLI,IL CALORE DELL'AMICIZIA...E COSA VUOI DI PIù?

artemisia comina ha detto...

niente, davvero ;)