martedì 10 aprile 2012

Spalla di abbacchio alle erbe, limone e marsala



Di Artemisia

Ho optato per la più saporita spalla, lasciando l'opulento consciotto con l'approvazione del macellaio, che pure ci rimetteva. Quanto pesava? Non lo ricordo, comunque ho chiesto che fosse per tre. La spalla di abbacchio è stata intaccata dall'abile mannaia, divisa senza recidere i pezzi, incartocciata e portata a casa.

L'ho massaggiata profondamente con poco olio d'oliva, quindi ho fatto un coscenzioso giro in terrazzo prendendo ogni erba che lì al momento sta rigoglieggiando, menta, salvia, maggiorana, timo, rosmarino e spesso di ciascuna più di un tipo. Il ricco mazzetto è stato infilato nelle fessure aperte dal macellaio insieme a tre spicchi d'aglio vestito, poi la spalla è stata bagnata con il succo di un limone e mezzo e con un paio di bicchieri di vino rosso e ha riposato in questa marinata per un paio d'ore.

Forno già caldo a 225° per mezz'ora, quindi fuori dal forno la spalla è stata ben salata con sale mescolato a mirto - ne ho un vasetto comperato in un negozio sardo -  e rimessa in forno abbassato a 200° per starvi un'altra ora. Verso la fine, controllando i liquidi, ho ritenuto di dare una bella bagnata di marsala secco, che ha influito non poco - e bene - sul sapore.

Apprezzata. Servita con patate al forno alla moda di Kim, l'amico inglese che raccomanda di sbollentarle prima di metterle in teglia; cotte a parte.

Sul tavolo di  Aprile 2012. Un pranzo di Pasqua in terrazzo








1 commento:

isolina ha detto...

anch'io trovo la spalla migliore del cosciotto. Meno polpa ma più sapore.

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