giovedì 24 novembre 2011

Aringa marinata come a Oslo, con mele e panna


Artemisia propone una ricetta che molti anni fa le passò un fratello che tornava da Oslo. In gioventù la fece più volte, sempre sollevando entusiasmi: il piatto è goloso. Le capitò poi di frequentare quei paesi e di mangiare aringhe di ogni tipo, in ogni momento. Ritenendo queste degne delle indigene; sono tra le versioni ricche.

Per 12 persone.

Il piatto si comincia a preparare 48 ore prima.

48 h prima.

- Mettere 600g di filetti di aringa, già puliti (cercarli dolci: i sottovuoto sono da preferire a quelli da dissalare), per 24 h ad addolcire nel latte (1/2 l.); eventualmente allungarlo con un po' d' acqua (ben coperte!).

24 h prima.

- Mettere in una ciotola: un cucchiaio di aceto, 3 cucchiai di olio d'oliva e.v., il succo di un limone: dare una sbattutina. Versarvi su 750/800g di panna fresca. Emulsionare.

- Tagliare a fettine sottili: un paio di cipolle, un paio di carote (nella ricetta originale, barbabietole; se non si trovano, carote che ci stanno ottimamente), un paio di mele non farinose (meglio se un po' acerbe; tagliarle in ultimo perchè non anneriscano). Si mescola tutto con la panna; qualche foglia di alloro qua e là e qualche grano di pepe nero.

Nel piatto in cui saranno servite, si mettono prima le aringhe a pezzi, poi ci si versa su tutto il resto, quindi in frigo per 24 h. Se il piatto non è abbastanza largo, si possono fare degli strati. In questo caso, lo strato superiore di intruglio, che sia un po' più alto.

Nota: come dicevo, una delle mie prime cucine. Come un certo risotto al whisky, pure avuto da quel fratello che si dilettava di cucina ma che poi cedè i fornelli alla moglie. Ne ho fatta una volta una versione con yogurt greco, ma non è per niente la stessa cosa.

Nel menu di Dicembre 1988. L'ultimo dell'anno

Nel menu di  Settembre 2002. Buffet Still life, ovvero natura Morta Olandese


***

Aggiornamento dicembre 2016

Si conferma piatto goloso: ce lo siamo quasi finito in otto.
Nel menu di Dicembre 2016. Venezia. La cena dell'ultimo giorno dell'anno.









3 commenti:

Rita & Mimmo ha detto...

Le Aringhe, queste sconosciute

cuocaingiardino ha detto...

che meraviglia le aringhe...
verso i vent'anni a Kopenhagen poco prima di natale rimasi per ore dentro il mercato coperto davanti a decine di tipi di aringhe e loro cugine e conoscenti affumicate, salate, seccate, asciutte e polpute, appese, distese e quant'altro.
Avvolte in molti fogli di giornali mi hanno fatto compagnia in treno nel viaggio di ritorno e poi a casa ogni giorno guardavo, annusavo e assaggiavo.
Devo tornarci assolutamente magari prendendo spunto anche dai tuoi post danesi

artemisia comina ha detto...

le aringhe in valigia sono atto di puro coraggio!

(io una volta ci portai le sarde in saor...)

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