venerdì 17 dicembre 2010

No, non è zuppa, è pan lavato con cavofiore.



 Da Isolina

Sì, proprio così. Un altro dei miei piatti di cucina povera, direi francescana, che amo molto. Era un ricordo vago che avevo, mi ricordavo solo il cavolfiore di una consistenza speciale. Anni fa ho fatto una ricerca tra le donne del luogo per ripescarlo. Nessuno lo fa più. Ma da allora è uno dei miei cult, e non solo di quando sono single.

In acqua ben salata si cuoce il cavolfiore con le sue foglie più tenere. Importante che sia cotto al punto giusto che secondo me, sarebbe una tenerezza che ancora ha un 'al dente' ma non troppo. Una bella fetta alta (due, a piacer) di pane tostato e 'struffato' con l'aglio sul fondo del piatto. Sopra ci va il cavolo e un nonnulla dell'acqua di cottura . Non deve fare proprio zuppa, ma solo ammollare un po' il pane. Olio d'oliva e aceto.

Insomma, non ci crederete, ma la combinazioni di questi elementi è speciale. E' emigrato in casa di amici e quindi chissà, magari rinasce.


Nota di Artemisia: propongo un confronto con la zuppa di verza della Val di Comino.

2 commenti:

Ago ha detto...

Queste sono le ricette che amo di più...semplici, con tutti i sapori ben definiti! :-D

artemisia comina ha detto...

anch'io sono entusiasta di questi piatti.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...