Di Artemisia
Non è la prima volta che sono tentata di fare una
pasta ripassata non in seconda battuta, ma come piatto perseguito in quanto
tale: rosolato, scrocchiarello. Avevo delle tagliatelle rigate, un dono; non avevo mai cucinato questo
tipo di pasta e l'ho trovata simpatica, anche perché fatta con una farina intensa. Sono un po’ in fissa col cavolo nero e in una prima versione ho usato quello congiunto con un ciuffetto di foglie di rape rosse, che hanno subito dato un tono sanguineo a tutto, in particolare alle cimette di broccolo
romano che ho aggiunto perché ci fosse anche una certa consistenza polposa. In una seconda versione ho usato solo cavolo nero e broccolo romano. Mi piace la pasta ripassata come meta immediata.
Cuocere 500 grammi di tagliatelle rigate
e ripassarle in ampia padella antiaderente con olio d'oliva fino a quando non cominciano ad abbrustolirsi per bene. Dapprima lasciatela in pace perché inizi a rosolarsi stando, poi inziate a girarla perché si dipani e perchè la rosolatura si distribuisca.
Curare le foglie di un mazzo di cavolo
nero togliendo loro le coste dure e tagliandole alla julienne.
Se le avete, tagliare a julienne anche un mazzetto di foglie di rapa rossa.
Sbollentare tre - quattro manciate di cimette di broccolo romano e tagliarle in modo che siano dei bocconi garbati.
Mettere cavolo nero, foglie di rapa rossa e broccolo romano a rosolare in una grande padella con olio d'oliva, aglio (poi tolto) e peperoncino sbriciolato, coprendo fino a che le foglie non si ammorbidoscono, poi scoprire. Rimestare. Non c'è bisogno di acqua.
Salare.
Unire pasta abbrustolita e verdura rosolata, unirvi due manciate di uvetta di Corinto e coniugare il tutto per 5'.
Aggiustare il sale, servire.





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