Siamo in Risi, Questo e quello.
Nota di Artemisia: occasione di un mio felice abbuffo; ne ho lasciato un po' nel piatto per creanza. Il cucchiaio di legno è stato benissimo intagliato da Isolina.
Di Isolina
Il riso deve assolutamente essere scuro, altrimenti non vale. Ho usato il riso rosso della Camargue, ma andrebbe benissimo anche venere, o altro riso scuro, o anche il wild, purché contrasti con il chiaro dei fagioli che, in questo caso, erano gli incomparabili zolfini. Di seguito do indicazioni valide per Camargue e zolfini, se cambiate, adattate le cotture.
I fagioli si cuociono dopo le tradizionali 12/24 ore di ammollo in abbondante acqua, partendo da acqua fredda aggraziata da foglia di alloro e qualche spicchio d'aglio. Importantissimo arrivare a bollitura senza strappi e poi continuare con la fiamma al minimissimo, per 50' circa.
Il riso si lava brevemente e poi si cuoce per 15/20' partendo da acqua bollente (3 parti d'acqua /1 di riso).
Alla fine si elimina l'acqua eventualmente residua, si lascia nel tegame di cottura, si copre con un panno ripiegato più volte e tenuto dal coperchio.
Si lascia a gonfiare fino a raffreddamento.
In ampia ciotola, si dispone il riso, si aggiungono i fagioli.
Si condisce con olio d'oliva, sale e succo di limone.
Una bella rimescolata, quindi gli altri ingredienti:
Pomodorini secchi sott'olio (magari tagliati in due o tre a seconda delle dimensioni).
Limoni confit anch'essi tagliati in pezzi molto piccoli.
Un mezzo peperone giallo abbrustolito, spellato e quadrettato.
Qualche ciuffetto di erba porcellana o portulaca; altrimenti, per esempio, rucola.
Si rimescola di nuovo bene il tutto aggiungendo piment d'espelette o peperoncino per i più audaci, eventualmente sale, altro olio d'oliva e.v.
Infine magari anche aceto, a piacer.
A parer mio ci guadagna con qualche ora di riposo e rimescolamenti, prima di andare in tavola.




1 commento:
grazie, ma i contesti mi mettono a disagio
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