sabato 29 agosto 2020

Seppie farcite con i peperoni n.2



Di Artemisia.

Passeggiate. Villa Doria Panphili ansima di polvere, l'Orto Botanico pure un po' soffre, ma il suolo è spesso umido e l'acqua scorre. Oggi si parlava con un giardiniere di un ciliegio che nel sottosuolo è in competizione con i vigorosi tondeggianti cepugli del giardino giapponese tra cui si innalza, che sta buttando via le foglie per superare la siccità, nonostante lui amorevole lo innaffi. Un po' soffre l'Orto, ma ci sono loro, appunto, i giardinieri, con quelle belle pompe che serpeggiano ovunque e spruzzano acqua anche su qualche fortunato umano disattento; e poi ci sono ruscelletti, e fontane, e pozze, insomma c'è l'acqua di cui ho bisogno come una carpa. O una libellula. O una vespa crabro. Che sarebbe il calabrone. Un grande vespone tranquillo, a meno che tu non lo sfruculi, specie minacciandone il nido, dopo di che punge e fa male; e pare che pungendo emetta una certa sostanza che fa da allarme chimico per le sorelle, che possono arrivare in truppa, e se ti pungono in molte sono guai. Questa piccola nota di socialità è il minimo, ho scoperto un sacco di cose su tali vespe, una più mirabolante dell'altra quanto a modi di organizzarsi socialmente; del resto ne abbiamo tutti una vaga idea, che gli insetti possono essere in ciò formidabili, ma poi ci dimentichiamo tutto, non sappiamo niente degli indiani o dei cinesi o dei calabresi o di chiunque, figurati delle vespe. Insomma tali vespe fanno riflettere, ma adesso passo alle seppie, sui calabroni tornerò prima o poi. Seppie farcite con i peperoni n.2. In AAA ci sono già delle Seppie farcite con i peperoni, ma sono parecchio diverse; in quel caso non triturai teste e tentacoli, non usai mollica di pane ma solo peperoni etc. Quindi fate un confronto.

Mezzo peperone (forse anche meno) a seppia, giallo o rosso, arrostito, pelato e tagliato a corta julienne.

Fare un trito di pane bianco e nero (o solo bianco) condito con sale, pepe nero appena macinato, poco olio d'oliva, sale, un filo d'aglio ridotto in crema, qualche cappero dissalato, prezzemolo triturato.

Unirvi teste e tentacoli triturati.

Unirvi i peperoni.

Mescolare.

Infilare nelle seppie (cui si è tolto il nero e ogni altra trippa con l'attenzione di pulire bene l'interno, poichè il sapore del nero è forte assai, e se non lo si vuole...) senza riempirle o esploderanno in cottura.

Chiuderle con stuzzicadenti, pensando che poi li si vorrà sfilare prima di portare in tavola; trovate il vostro modo, io ho risolto con due stuzzicandenti, mi risulta più facile estrarre quelli che uno che trapassi tutta la seppia.

Deporle nella teglia rivestita di carta da forno ben accostate.

Farvi un giro di olio d'oliva, buttarvi qualche pizzico di sale.

Forno già caldo a 180° per 30'.












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