lunedì 19 dicembre 2016

Terrina di salmone al limone


Da Nepitella Partenopea

In tutto occorrono 450g di filetto di salmone fresco senza pelle.

Frullare 300g di polpa di salmone a tocchetti con 1 albume, 250g di panna fresca e sale.

Unire la scorza grattugiata di 1 limone, tre spicchi di limone spellati e tagliati in piccoli pezzi e del pepe rosa in salamoia.

Distribuire metà del composto in una terrina, disporre il salamone rimasto in piccoli filetti e completare con l’altra metà del composto.

Cuocere a bagno maria nel forno a 180° per 30’ (la ricetta dice 20', ma allo scadere del tempo la terrina non era cotta e dunque ho prolungato, il risultato è stato buono).

Sformare e servire con panna acida (sostituita con yogurt greco e panna fresca ben amalgamati con una frusta), decorando con scarola e cerfoglio.



***

Giugno 2019

Il salmone era un po' di più, forse 550g, e con la mia terrina ci volle tutto; non ho aumentato le dosi del resto, tranne del limone, che ho messo intero: l'ho affettato, ho tolto la buccia, e ho pelato la polpa al vivo.

Eravamo in sei.

L'ho servita fredda, poiché volevo una cosa prontissima.

Molto piacevole.

Con panna fresca e yogurt intero mescolati.

Ci misi su i nasturzi del terrazzo,  della maggiorana, della menta.

Polsonetta portò un'insalata piena di fiori, incluso il papavero.

Nel menu di  Giugno 2019. Una cena quasi estiva con un nuovo piatto giapponese 
 







4 commenti:

la belle auberge ha detto...

Bella ricetta. Anni fa preparai qualcosa di simile usando dei gamberi al posto del salmone. Avevo ordinato questa terrina in un romantico ristorante affacciato sul Reno, a Basilea, e come sempre mi capita quando qualche cibo e' associato ad un bel momento di vacanza, arrivata a casa avevo cercato di ricostruire la ricetta con buon risultato. Grazie di aver risvegliato dei piacevoli ricordi.

artemisia comina ha detto...

Terremo presenti i gamberi (amo le terrine).

la belle auberge ha detto...

Giusto un aggiornamento: ho preparato la terrina con i gamberi per Natale, seguendo (grammo più, grammo meno) la ricetta di Nepitella. Stante la mia ormai leggendaria svampitezza, me la sono dimenticata in frigo, ma forse e' stato un bene perché c'erano gia' troppe cose sulla tavola. Riscaldata delicatamente a santo Stefano, si e' fatta apprezzare. L'unica cosa che faro', in una futura occasione, sarà quella di sbriciolare il pepe rosa perché lasciato intero, dopo la cottura assume un colore scuro poco attraente, conservando tuttavia il suo buon profumo.
Grazie dei sempre favolosi spunti e buona Epifania.

artemisia comina ha detto...

io ho dimenticato il radicchio gratinato nel forno :D


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