mercoledì 22 giugno 2016

Pizza di patate e peperoni




Di Artemisia

Presto, presto, c'è un gruppo a cui offrire qualcosa.

Avevo una bella ciotola (fate conto, da 500ml) di patate e peperoni. Ricordo come procedere: ogni due patate, un peperone e una piccola cipolla. Pelare e affettare a pezzi abbastanza piccoli e regolari (facilita il controllo della cottura) ogni cosa. Oliare con olio d’oliva e salare, mescolando a fondo con le mani. Versare in una pentola e cuocere, coperto e mescolando di quando in quando, a fuoco medio.
Aggiungo olive nere al forno denocciolate e capperi dissalati in buona abbondanza.

A questo punto occorrono due dischi di pasta lievitata, uno un po' più grande, adatti a una teglia di 28cm (fatela come preferite, io ho fatto: 500g di farina, metà 0 e metà 00, 250g di acqua, 100g di latte tiepido, 15g di lievito di birra, un pizzico di sale, un pizzico di zucchero; lievitata fino a che non raddoppia, poi stesa).

Stendere il disco più grande nella teglia oliata con olio d'oliva.

Distribuirvi il ripieno; non abbondantissimo, ma abbastanza "steso".

Coprire con il secondo disco.

Sigillare i bordi, ripiegarli, sforbiciarli.

Fare un giro d'olio d'oliva sulla pizza, disseminarla di sale grosso.

Forno a 200° per 30/35'.

Fatta al mattino, riscaldata la sera per pochi minuti in forno molto caldo, rivisse bene. 

Sul tavolo, insieme al Sofà della Sultana con ciliegie e cioccolato.



Nell'occasione sono stati di nuovo approvati vini di Olevano Romano, di Piero Riccardi e Lorella Reale.






Avevo fatto una pastilla, con patate e peperoni. La ricordo buona; questa fu ottima e benché nata per caso, da rifare.

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