martedì 4 dicembre 2012

Crab Cakes!






Da Isolina

Cioè, polpette di granchio. Il punto esclamativo sta per il fatto che, finalmente, le rifaccio. Mangiate varie volte nei mei viaggi in USA, ma fatte da me saranno più di dieci anni, cioè dal mio rientro in patria. Per mancanza di granchio, solo per quello. Ma vuolsi che finalmente trovi i granchi. Non sono proprio a chilometro zero... e per di più surgelati. Vengono dai lontani mari freddissimi e leggendo l'etichetta mi convincono. E' andata benissimo. La ricetta è una delle tante, anzi tantissime. Io seguo, quasi alla lettera, una del Maryland, patria riconosciuta di questo mangiare, ometto salsa Worchester o simili.

Prima la lotta per ricavare la polpa, che metto da parte a scolare.

Nel frattempo metto nel robot prezzemolo, scorzetta di limone (mia divagazione) e poco peperoncino verde. Dò qualche frullata, poi aggiungo pane a tocchetti (1/3 del volume?) non troppo fresco e rifrullo. Poco perchè le briciole devono rimanere grossotte. Infine aggiungo la polpa di granchio e rifrullo per un attimo, solo per spezzettare il granchio.

Metto tutto in una ciotola, aggiungo un blobbone di maionese e un uovo.

Impasto rapidamente con un cucchiaio e poi con le mani umide formo delle polpette tonde e piuttosto piatte. Le appoggio su di un vassoio dove ho sbriciolato abbastanza finemente del pane di mais (mia divagazione, va benissimo il pane grattato) e delicatamente le rivolto per averle appena velate.

In frigorifero per un paio d'ore e poi delicatamente in padella con burro. Cerco di calcolare che siano ben dorate e rigiro una volta.

In tavola succo di limone e fleur de sel. 

Grandi contrasti tra vera nebbia, il fondo ghiacciato di un secchio e lo splendore rosso del granchio. 

6 commenti:

Barbara ha detto...

E' una ricetta che ho visto fare spesso in tramissioni d'oltreoceano e mi ha sempre incuriosito. Non ho mai provato a realizzarla per mancanza del granchio fresco: o, meglio, a Trieste troverei la grancevola, ma chi ha il coraggio di cucinarla... ancora semovente? M'hai tolto il dubbio, posso usare quelli congelati!! E la polpa di granchio in vasetto, secondo te... è utilizzabile? Grazie!

isolina ha detto...

Barbara, penso che anche la polpa in vasetto possa andare, ma non l'ho mai provata. Se la qualità è buona...

Gloricetta ha detto...

Molto interessanti queste polpette. Mi incuriosiscono molto. Non avendole mai gustate oltre oceano mi fido della tua versione!

la belle auberge ha detto...

Io me le sogno insieme ad una maionese al lime, magari alleggerita da un po' di yogurt. Isolina, se non è un segreto militare, puoi fare il nome dell'azienda e il negozio (meglio sarebbe grande distribuzione) dove trovi il granchio in questione? Qui da me vendono solo le costosissime scatolette.
Infine: quanto sarebbe il peso della polpa, giusto per regolarmi, nella fortunata ipotesi di scovare il favoloso granchio?

isolina ha detto...

Egenie, no segreto. Li trovo alla nostra Coop di Sinalunga, che stranamente dato il posto, ha spesso degli ottimi prodotti. La marca è Gran Krust, spagnola. Hanno anche degli ottimi gamberi giganti.
L'idea della maio con lime gusta molto, solo attenzione al troppo acido. I lime ogni tanto tradiscono in quel senso. Il peso.. ahimè, non so, ma il peso lordo, mi sembra, fosse 400 gr. E' bastato per 6 cakes

la belle auberge ha detto...

Grazie infinite, Isa!
Il nome non mi e' nuovo; all'Esselunga tengono i gamberoni argentini di quel marchio ma per un buon granchio varchero' i confini dell'hinterland e mi spingero' verso la piu' vicina COOP.
Un abbraccio

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