sabato 19 maggio 2012

Ciambelline integrali al vino




Di Artemisia

Giù nel robot: una tazza (la cup americana) di zucchero molto scuro e aromatico tipo Demerara o Moscovado, 50g di cioccolato amaro in pezzetti, frullare fino a grana fine; aggiungere 1 tazza di  maizena, 2 di farina integrale, 1 di vino bianco, 1 (scarsa) di olio d'oliva leggero e fruttato; mescolare; aggiungere tanta farina0 quanta ne occorre per un impasto liscio (circa 2 tazze e 1/2).

Si otterrà una pasta liscia con una qualche tendenza a fendersi per via dell'integrale, ma è trattabile. Fare dei rotolini dello spessore di un mignolo femmineo, acciambellinarli, immergere le cimabelline - piccole! - in una ciotola di zucchero di canna integrale che gli darà vestarella croccante e gemmata.

Cottura a 200°, forno già caldo, per 40' circa (la pasta olio-vino è più lunga a cuocersi della burrosa, e le giova la doratura, anche abbrustolita).





Amo le cineserie (se mi becca Said...). Questa mi ricorda un villaggio dell'UK nord, verso la Scozia, e il suo Antik tenuto da due giovani; lì impedii stupidamente al Nunche di acquistare un magnifico convex stravecchio (peste mi colga).



Pomaurea ricorda che Said dice, e io qui vi riporto:

A volte mi sembra di essere un ammasso di correnti in flusso continuo. Preferisco quest'immagine all'idea di un Io solido, di un'identità fissa alla quale, pure, la gente attribuisce tanta importanza. Queste correnti, come i temi della nostra vita, ci attraversano fluide come le ore di veglia e, nei momenti di grazia, non hanno bisogno di essere né riconciliate né armonizzate. Sono un po' eccentriche, forse, e fuori posto, ma almeno sono mobili, formano di continuo strane combinazioni, si muovono di continuo nello spazio, nel tempo, non necessariamente in avanti, a volte si scontrano, in contrappunto ma senza un unico tema centrale. Una forma di libertà: così mi piace pensarle, benché non sia del tutto sicuro che lo siano. E questo scetticismo è a sua volta qualcosa che voglio tenere ben stretto. Date le tante dissonanze della mia vita, ho imparato a preferire la diversità e lo spaesamento. 

 E. Said, Sempre nel posto sbagliato [la fine del libro, l'ultimo modo in cui Said si è inventato]

4 commenti:

mariangela ha detto...

Che ricettaaaaaa!!!!! Copio subitoooo!

cuocaingiardino ha detto...

sull'onda di queste tue ciambelline ieri ho sfornato dello loro cugine venete pescando come spesso mi capita tra i barattoli della mia cucina:
miscela per pane integrale rustico, zucchero moscovado scuro che più scuro non si può, mirtilli rossi disidratati, crema di farro per cucinare, un goccio di olio evo. dall'impasto ho ricavato una ventina di scones rotondi cosparsi di zucchero semolato...stamattina il vaso che li conteneva è già un po' più vuoto

artemisia comina ha detto...

la crema di farro non l'avevo mai sentita! ora ho rimediato :))

cuocaingiardino ha detto...

ha la consistenza di una besciamel, e sostituisce bene panna e latte secondo me soprattutto in pan dolci e loro simili

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