venerdì 30 marzo 2012

VENEZIA. BACARI. IL REFOLO DI VIA GARIBALDI.





Finalmente capitiamo a via Garibaldi nell'ora giusta per provare Il Refolo, il bacaro che ci tentava. Piccolo, bello, vivace, tavoli fuori, panini buoni.

Sestiere vivo, strada popolare e chiacchiereccia, bizzarra nel nome (via, a Venezia delle calli?) e nell'ampiezza e difatti napoleonica, quando all'imperatore venne l'uzzolo di percorrere Venezia a cavallo e iniziò a interrarne i canali (per fortuna si dovette poi fermare) che percorsa tutta porta nella zona antica silente e poco frequentata di San Pietro in Castello tutto bianco di pietra d'Istria sul prato verde del campo, dove  la cattedra dell'Apostolo usa per schienale una lapide funebre islamica.

Il Refolo
via Garibaldi - Castello1580
(andando da riva degli Schiavoni verso  San Pietro, sulla destra).

10 commenti:

papavero di campo ha detto...

bella zona, visitata nell'ultima nostra venezia, vi ho registrato una vividezza, un po' ruspante, molto autoctona, coi veneziani veri e comunque un verace sentore di venezianità, in termini di sopravvivenza di vitalità

Chiara Giglio ha detto...

prendo nota del bacaro, da visitare la prossima volta che ritorno a Venezia! buon we...

artemisia comina ha detto...

grazie Chiara: vedi che anche Pap dice che lì c'è un ruscello di vita veneziana, vale la pena spingersi fin lì.

dede ha detto...

una mia amica ha casa proprio davanti al monumento, incantevole

Anonimo ha detto...

ieri ero chiedere un'idea per una lezione di cucina italiana a amici neozelandesi (a proposito la scelta poi è caduta sul vitel tonné, come avevi consigliato, l'ho buttata in letteratura facendo la versione antica, mentre il polpettone è stato fatto in famiglia); oggi invece in previsione dell'ennesimo pellegrinaggio a Istanbul, vorremmo fare l'introduzione a Bisanzio con la visita al tesoro di San Marco. Quindi, un po' mi vergogno, ma avrei bisogno di un'altra informazione: dove vado a pranzo il giorno di Pasquetta? Esmeralda

Anonimo ha detto...

...ops naturalmente sto parlando di Venezia...

artemisia comina ha detto...

sarà dura, scegli una "periferia", quella che conosco meglio è Madonna dell'Orto, prova l'Orto dei Mori (digita in cerca il nome; in genere sono aperti anche per le feste, il posto è abbastanza remoto e in pace, il cibo abbastanza buono. Oppure l'Anice Stellato, ma quelli per le feste chiudono sempre...

Anonimo ha detto...

Grazie. Li cercherò...in tempi remoti andavo alla pizzeria alle oche a San Giacomo e dagli amici della Zucca e poi da Fiore, ma certe esperienze mistiche, benché appropriate per la Pasqua, non lo sono, attualmente, per il portafoglio. Esmeralda

Anonimo ha detto...

Abbiamo seguito il tuo consiglio ma abbiamo anticipato l'occasione: la cena del giorno di Pasqua. Io ho scelto il baccalà mantecato seguito dal timballino di melanzane farcito di carciofi e mozzarella, e per dessert il semifreddo di frutto della passione con salsa di lamponi. Ma la cosa che ci è sembrata il vero regalo è che grazie al tuo indirizzo abbiamo trovato le statue dei mori e quindi un altro pezzo di storia che lega Venezia e Costantinopoli, dietro il già noto Rioba col naso di ferro. Così mentre dal ponte io additavo il ristorante, dove Rioba sta incastonato nello stipite dell'edificio, mio marito mi diceva: come facevi a sapere che volevo trovare queste statue? Be' dopo la Venezia modello dismeyland di Strada Nuova, di Rialto e San Marco, Cannaregio è stato davvero una meraviglia. Infinite grazie. Esmeralda.

artemisia comina ha detto...

la prossima volta, ancora due passi e trovate il palazzo del cammello :))

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