sabato 11 aprile 2009

Balouza, elegantissima crema medio orientale: acqua, latte, zucchero, amido di mais.


Preparate una brocca con 4 tazze d’acqua e 4 di latte.

Mettete in una pentola una tazza di amido di mais, e con poco liquido per volta versato dalla brocca fatelo sciogliere.

Aggiungete una tazza di zucchero, fate sciogliere anche quello.

Versate tutto il liquido, e a fuoco basso, mescolando, fate addensare. Quando il composto vela il cucchiaio è ora di aggiungere mezza tazza di acqua di rose, quindi di finirla con la cottura dopo un paio di minuti.

Fate intiepidire, versate in sei coppette, mettete in frigo per qualche ora.

Al momento di servire cospargete la superficie della crema con lacrime d’amore. La sinfonia dei loro rosolii zuccherini si sposa perfettamente con questa fantasia orientale.

La ricetta originale, di Claudia Roden dice: una tazza di amido di mais, 8 tazze d’acqua, 1-2 tazze di zucchero, ½ tazza di fiori d’arancio o di rose, ½ tazza di mandorle o pistacchi tritati. La frutta secca va messa nella crema prima di versarla nelle coppe. Un’altra versione usa latte invece di acqua, la crema è più molle e la frutta secca va messa sopra; io volevo farla con il latte, poi non ne avevo abbastanza, ho mescolato. La consistenza della crema era gelatinosa.

Nelle foto di coda, diurne, potete vedere il candore opalino della balouza, oltre che la sua consistenza gelatinosa.

Nel menu di Aprile 2009. Cena a tema. Solo cose fresche e tenere. 


Come guarnire la balouza? Con le lacrime d’amore, congiunzione perfetta, ma sta bene anche con granella di zucchero e violette candite. La sua consistenza è gelatinosa, il colore un perfetto bianco opalino, il sapore lieve, connotato dall’acqua di rose o di fiori d’arancio.







Confronta questa crema con queste altre:

Muhallabia. Piatto del povero.

Muhallabia siriana con crema di albiccocche

Claudia Roden, La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa, Ponte alle Grazie 2006.

Jean Etienne Liotard

Marie-Adelaide di Francia in abito turco, 1753,
Galleria degli Uffizi, Firenze

Da artcyclopedia.com

7 commenti:

fede ha detto...

lacrime d'amore... ma come sono colorate ed allegre...
ma perchè quel nome??

Artemisia Comina ha detto...

sono gusci di friabilissimo (se cade a terra, una lacrima si infrange come vetro) zucchero colorato con dentro gocce di differenti rosolii; lacrime, insomma :))

Artemisia Comina ha detto...

ho fatto una ricerca su web e ho scoperto con orrore che manca descrizione e foto delle lacrime d'amore! pensa che a pagina due di google compare già questo post, dove sono appena nominate! debbo rimediare....

Mammamsterdam ha detto...

Buonissima, mi aveva colpito troppi decenni fa sul manuale di Nonna Papera in cui va sotto il nome di crema armena, ma non l'avevo mai fatta. Sarà ora adesso.

Le lacrime d'amore con me invece sono in pessime (cioè ottime) mani, ne mangerei mezzo chilo così, per amore appunto. da sole.

Artemisia Comina ha detto...

benvenuta, mammasterdam! l'altro membro della magnifica coppia, che piacere :)

ma và, crema armena!! Nonna Papera! formidabile.

ecco una che conosce le lacrime d'amore; rare e preziose caramelle, se così le vogliamo chiamare, che meritano di essere salvate dall'estinzione; facciamo un club?

Grazia ha detto...

ero bambina, e certe domeniche a casa della nonna Francesca comparivano sacchettini di una certa pasticceria che produceva queste cosette liquido-centriche: un piccolo sogno che per me esisteva solo lì! Invece eccoti presentarle al mondo: faccio un balzo di quarant'anni e le assaporo con te ;-)

baci Grazia

Artemisia Comina ha detto...

anche grazia nel club!

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