domenica 28 ottobre 2007

ABRUZZO. SULMONA.















Sulmona è senz’altro piena di confetti. Confetti che evocano mani di suore che sgranano rosari di zucchero, acconciano mazzi, sistemano margherite, aggiungono foglie di carta a questi fiori dalle teste pesanti e colorate. L’assedio di confetti, il loro rigurgitare dalle botteghe, l’inseguirvi in strada è tale che si tende a sfuggirvi.

Se non che, una porta defilata mi ha inarrestabilmente attratto al suo interno. Ogni promessa è stata mantenuta. Scaffali, vetrine, premi alle pareti, occhieggiare di confetti, il ripetersi di verdi, di rosa, di celesti, trionfi di chicche e tulle, tutto mi è stato offerto appena ho varcato la soglia.

Un signore schivo e gentile in camice bianco che non mi stupirei si lavasse le mani nel rosolio prima di iniziare il lavoro, tanto pareva intrinseco con quelle pareti pastello, quella penombra delicatamente zuccherata, mi ha subito assistito nella scelta che è stata classica, mandorle e zucchero, ma anche abruzzese, mandorle, zucchero e zafferano. Mi sono stati offerti molteplici assaggi colorati: confetti arancio con cuore di arancia candita, verdi al cioccolato. I più buoni erano ancora a rivoltarsi nelle bassine, ma qualcuno è stato estratto ancora ruvido e ho potuto assaggiare un'ottima mandorla non sbucciata e cioccolato bianco; ancora mi pento di non averne acquistato un sacchetto. Gli scaffali non erano colmi, molti confetti erano in arrivo, il mio mentore mi pregava con garbo afflitto di non fotografare i contenitori vuoti, mi diceva che presto un profluvio di zucchero colorato, di chicche bellissime sarebbe giunto. Forse mi pento pure di non aver corrisposto a questa gentile preghiera.

Il signore biancovestito mi andava dicendo con orgoglio tranquillo, supportato dal fermo azzurro dello sguardo, quanto la fabbrica fosse antica di secoli, come l’edificio fosse quello contiguo al negozio, un convento del XV secolo, come ci fossero tanti “nuovi”, quanto fossero diversi da loro.

Confessione conclusiva: pochi cibi mi portano a mangiarne finché ci sono, senza avvertire desiderio alcuno di pausa. Tra questi pochi, i confetti.


A Sulmona ci eravamo fermati per l’Annunziata.

2 commenti:

Murasaki ha detto...

Ah i mitici confetti di Sulmona! non i colorati, non quelli al cioccolato, che chissà perché non c'hanno mai dentro un vero cioccolato buono, ma i classici, quelli con la deliziosa mandorla! anch'io non smetto di mangiarne finché ci sono. E poi i sublimi confetti cannellini!

Anonimo ha detto...

Soc. CONFETTI PANFILO RAPONE
Sulmona 21/05/2008.

Non avendo ricevuto nessuna autorizzazione da parte della società CONFETTI PANFILO RAPONE di Sulmona, si richiede la rimozione delle immagini e del testo pubblicato da subito.
La società CONFETTI PANFILO RAPONE, acquisito tutto quanto esposto senza autorizzazione, relativamente alle leggi in materia e al D.Lgs. 196/2003, si riserva di valutare eventuale azione legale per danni.
Distinti Saluti.

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