lunedì 23 aprile 2007

Terrina di zucchine, fave e asparagi


Nepitella Partenopea, da la Cucina Italiana.

Ridurre 500g di grosse zucchine a nastri, ungerle e arrostirle in padella antiaderente.

Imburrare una terrina (25x8x6), foderarla con carta da forno e con le zucchine nel senso della larghezza, lasciandole debordare.

Lessare 700g di asparagi mondati e ridurre la parte finale in dadolata minuta.

Passare al mixer 200g di fave sgranate e pelate con 4 fette di pancarrè senza scorza ammollate nel latte, 2 uova e un cucchiaio di grana grattugiato.

Distribuire sul fondo gli asparagi interi nel senso della lunghezza punta contro punta, coprire con un po' di dadolata, quindi con crema di fave; procedere in questo ordine, finendo con uno strato di asparagi e 3 fette di pancarrè senza scorza ammollate nella panna fresca.

Rimboccare le zucchine debordanti, cospargere di parmigiano e chiudere la terrina con un coperchio o con carta argentata.

Cuocere a 200° a bagnomaria per 35'.

Lasciare raffreddare, sformare e servire accompagnata da una insalatina verde condita con una citronette.

Tre suggerimenti: ungere le zucchine, altrimenti rinsecchiscono e si arrotolano su se stesse. Se gli asparagi sono troppo crudi, il rischio è di non riuscire a tagliare una dadolata netta. Lasciar riposare almeno un pomeriggio.

***

Maggio 2019

Nel menu di Maggio 2019. Due Riviste in quattro

Note di Artemisia:  buona, del tipo Fresche Verdure; prestare attenzione alla sapidità: si può andare dall'estremo insipido, all'altro in cui parmigiano e pepe soffocano le delicate zucchine. Mi piacerebbe accompagnarla con una citronette con fresche erbe aromatiche, da aggiungere a piacere per arpeggiare il tema delicato/stuzzicante.


Artemisia ci prova; tutto come dice ricetta, tranne l'ultimo strato: il pane è stato sostituito da 200g di ricotta, 200g di zucchine, sale, pepe, un uovo, parmigiano, un pizzico di spezie miste, tutto frullato insieme; aggiunta finale di pinoli.

Terrina di ghisa foderata di carta alluminio, fiori di nasturzio del terrazzo in su la cima. Fatta la mattina per la sera, riscaldata e servita tiepida insieme a un pinzimonio.





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