mercoledì 9 novembre 2011

Rana pescatrice alla diavola con capperi



Di Artemisia Comina

Un rana pescatrice di media grandezza (era lunga un palmo e quattro dita dalla coda al "collo", poiché come spesso la testa non c'era) aperta con un taglio lungitudinale e diliscata (questo pesce ha un'unica "lisca" centrale assai facile da togliere); poi la acconciamo, con rispetto parlando, come si fa per il pollo alla diavola, ovvero la si apre e la si distende.

Poi la si massaggia come un emiro nel bagno turco con un abbondante misto di pan grattato, prezzemolo triturato, pepe nero appena macinato, sale, capperi dissalati e triturati e olio d'oliva.

Deporla in una teglia e metterla in forno già caldo a 200° per 20 minuti.


Lophius piscatorius, conosciuta principalmente come rana pescatrice o anche coda di rospo. E' detta anche giannello, budegasso, diavolo de mar, giudio, piscatrice, magu, piscatrixi, budeghi, borbò, martino, rospo lamina. Abita i fondali profondi fino a -1000 metri. E' un pesce delle buie profondità con la testa massiccia ricoperta di creste e spine dalla bocca enorme e rivolta verso l’alto piena di denti acuti. Il primo raggio della pinna dorsale è lunghissimo, felssibile, dotato in punta di una escrescenza resa luminosa dai batteri e utilizzata per cacciare, come fosse un esca sulla punta di una canna.

4 commenti:

isolina ha detto...

mi piace quell'emiro massaggiao! E chissà come godeva la pescatrice, benchè rana

artemisia comina ha detto...

:))

giulia pignatelli ha detto...

Mhhh... mi sa che il turco era più contento del suo bagno di quanto lo fosse il pesciotto di finire in forno;) comunque buono! felice giornata

artemisia comina ha detto...

grazie giulia

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