domenica 4 luglio 2010

Psuedo pilaf di Cornucopio e banchetto ottomano


Cornucopio fa un certo riso che potrebbe somigliare – vagamente – a un pilaf. Codesto riso segue cornucopiesche fisime; Cornu odia il basmati, il riso qui reperibile che più si avvicina a quello che usa il medioriente per fare il pilaf. Non mi piace il profumo, dice. Inutile dirgli che di basmati ce ne sono parecchi. Forte del fatto che è nato nella italica zona del riso, afferma l’indispensabilità dei risi da risotto per ogni scopo.

Ha usato un canaroli, sottoposto alla seguente procedura:

lo sciacqua;

lo tosta in tegame secco dove ha messo la buccia pelata fine di un limone;

lo sommerge in acqua calda a filo;

lo schiaffa in forno a calore forte, lo fa cuocere senza toccarlo fino a quando è quasi cotto ma probabilmente asciutto, aggiunge acqua calda se necessario a finire la cottura e dargli un po’ di morbidezza.

Quindi lo caccia fuori dal forno e lo scaraventa in un ciotolone nel quale ha messo il succo di uno o due limoni, lo condisce con quello e con sale e olio d'oliva e prezzemolo ed eccolo in tavola, ad accompagnare un pesce.

Che vi devo dire? E’ buono.

Sul tavolo di  Giugno 2010. Cene a Capalbio

2 commenti:

simoff ha detto...

anche io lo tratto così...dopo la cottura,.oltre al limone...e l'olio buono,ci schiaffo tutte le erbette tritate del mio balcone......squisito!

isolina ha detto...

Mah? Nel riso praticamente ci sono nata, ma non sono fissata. Basmati in effetti ce ne sono a iosa e quelli buoni mi piacciono assai. Per risotto altro è il discorso e adesso carnarolo, anche se prima usavo maratelli semifino (mia suocera lombarda) che adesso praticamente non si trova più, almeno in queste plaghe.
Questo carnaroli cornucopio mi intriga...

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