domenica 4 luglio 2010

Dadolata di tonno di Nuna


Da Nuna

Questo tonno è stato surgelato per 72 ore! Andava dicendo urbi et orbi Nuna, che si apprestava ad allestirlo. Intendeva dire che il pesce crudo è bene che sia “sterilizzato” da una permanenza in freezer, e nel frattempo ne tagliava le carni a dadolini nella cucina di Polsonetta.

Poi ha afferrato ogni possibile erbetta fresca che si era prudentemente portata in saccoccia insieme al tonno, dall’erba cipollina al basilico alla maggiorana, e – ben sfogliata e triturata - ce l’ha mescolata.

Quindi ha schiacciato un par di limoni, e anche quel succo è andato nel tonno.

Un po’ di marinatura, sale, pepe rosa in grani, olio d’oliva e.v., in tavola.

A Capalbio si fa così. Ci si invita a cena, si allestisce nel portico, chi porta questo e chi quello, la cucina è semplice e rapida, qualcosa viene dagli orti vicini, i pesci si sprecano, e poi tutti a tavola.

Sul tavolo di  Giugno 2010. Cene a Capalbio




***

Settembre 2019

Artemisia ci prova. Dadolata un po' più grande, credo però sia miglore piccina, nunesca.



3 commenti:

simoff ha detto...

ma che bontà....lo proverò al più presto....veramente appetitoso, poi con questo caldo...perfetto.

isolina ha detto...

Fantastico!!

Pellegrina ha detto...

Provato anche questo, a cena, con risultato perfetto; le erbe m'incantano sempre e quindi abbondo, scoprendo che può diventare un taboulè con il tonno al posto del bulgur. Veramente fresco e pieno di aroma, confesso di averlo fatto marinare mezza giornata prima di mangiarlo (forse con un po' meno limone).
Erbe fresche di stagione: timo, prezzemolo, coriandolo, menta, cipollina. Eccellente accompagnato da insalata un po' consistente.
Quello che mi sorprende sempre di questo posto è la facilità con cui si può sperimentare sui piatti presentati, persino per me che sono curiosissima di ogni preparazione considerata ardita quanto del tutto priva di inventiva culinaria. All'inizio l'essenzialità delle indicazioni mi lasciava perplessa, poi ho visto che dato che le tecniche di esecuzione richieste sono tutto sommato semplici, almeno per i piatti che ho scelto finora, questo lascia la possibilità di ritoccare e modificare conservando gli abbinamenti proposti, sempre molto ricchi e convincenti, prendendo strade che non si sarebbero immaginate. Anche le immagini aiutano, ad esempio l'idea di fare un "taboulé" è stata data dalla foto con il grosso mazzo di erbe posato sul pesce sminuzzato.
Insomma, il nome di accademia non è un mero vezzo, si tratta proprio un laboratorio in progress.

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