sabato 6 settembre 2008

Cenerentola e l'unica scarpa: con un piede di là e uno di qua. Con Burne Jones e James Bruyn Andrews



 Sir Edward Coley Burne-Jones (English, 1833–1898),Transparent and opaque watercolor on paper.
 Museum of Fine Arts, Boston
da www.mfa.org


Avevo scelto questa immagine per il sontuoso servizio di piatti blu, che non mi dispiacerebbe per niente mettere in tavola.

Oggi mi colpisce molto di più quell’unica scarpa.

Lo sappiamo tutti che Cenerentola, dea del focolare, attraverso la sua dedizione al fuoco, al suo perpetuarsi amico dentro la casa, è identificata dall’essere sporca di cenere, che in questo dipinto di Burne Jones viene tradotto nelle infinite sfumature dell’abito alquanto chic.

Ma è la prima volta che la accosto alla lunga serie di personaggi ed eroi con un piede nudo e uno calzato da un unico sandalo, un’unica scarpa; eroi che Ginzburg ci ha indicato essere mediatori tra il regno dei morti e quello dei vivi: con un piede di qua e uno di là.

Avvolta di cenere, notturna, indefinita, con un’unica scarpa. Dea degli inferi, parente di Proserpina.


**************

Scopro che James Bruyn Andrews nei suoi Contes de la riviera: recueillis autour de Menton, Sospel, Roquebrune, ci dà un bello scorcio di Scarpa Unica, con un piede calzato e uno nudo che scendono da una scala andando dal passato verso il futuro.

Qui Cenerentola si chiama Caterina, e succede che:

.....Le fils du roi dit a la marraine:
"Faites-la-moi voir que je l'épouse si la pantoufle lui va bien." Et Cathareine était dans sa chambre qui faisait sa toilette. Alors la mére s'écria: "Catherine, descends un peu jusqu'ici, on t'appelle........et elle discendit avec une pantoufle à un pied et rien àl'autre." etc.... e vissero felici e contenti.

Pare che in tale versione ligure della fiaba la buona madrina sposando il re diventi la cattiva matrigna, e che tale combinazione sia unica nelle varie versioni della fiaba (ligure sincerità). 

L'editore dice:

Retrouvez dans ce livre tout l'univers merveilleux de la Riviera ! En recueillant, à la fin du XIXe siècle, les récits populaires sur la côte et dans l'arrière-pays, de la bouche même des habitants et dans leur propre langue, James Bruyn Andrews a entrepris une véritable oeuvre de conservation de la littérature orale et des traditions de notre région. Nous reproduisons - dans leur intégralité - les contes qu'Andrews fit paraître en 1892 sous le nom de Contes ligures, mais aussi, en annexe, plusieurs autres contes, proverbes, coutumes et chansons collectés aux alentours de Menton qui furent publiés épars dans des revues. Quel précieux éclairage nous offrent notamment ces «Traditions, superstitions et coutumes du Mentonnais» sur les croyances des habitants de Menton et du haut pays à l'époque où J. B. Andrews recueillait ses contes ! La partie consacrée aux êtres surnaturels - matagan, magou et autre masca (sorcière) - atteste que ce type de superstitions avaient encore bien cours en cette fin de XIXe siècle... Enfants et adultes seront enchantés par l'éternelle jeunesse de ces contes traditionnels où la fantaisie et l'humour de nos conteurs et - le plus souvent - conteuses sont toujours présents.

Chi era James?

James Bruyn ANDREWS was born on 6 January 1843 at New York, New York, New York. He graduated from Yale University, New Haven, Connecticut and practiced law for a while. He was an authority on the folklore of the Alpes-Maritimes/Genoa region in France. He devoted most of his years to this type of literary work, for which he was decorated by the French Academy. The tales were originally published in French in 1892, but he sent English translations of them to the Folklore Society in London, England. He was also the first person to record the Mentonnese dialect and he is well known among linguists and dialectologists. He served in his later years as the United States Consul at Valencia, Spain. He died 27 August 1909 in Aachen, Germany.

Così ci racconta San Web in atalantic-cable.com

10 commenti:

Anonimo ha detto...

molto realistico il vestito, con quella toppa ad altezza strategica che vorrebbe suggerire uno sfiancante lavoro di pulizie, praticato in posizione genuflessa.

BENTORNATA, ARTEMISIA!!!

Anonimo ha detto...

Ciao Artemisia e Elio e tutti, ho scoperto da pochi giorni il vostro blog, mi piace moltissimo, c'è tanto da leggere, in particolare le storie e le ricerche sulle ricette, ma anche i racconti di viaggio e tutto il resto. Io sono appena entrata nel mondo dei foodblogger e mi sta piacendo tantissimo. Beh il mio è questo http://breadandcherries.wordpress.com/ Continuerò a seguirvi, siete nei miei link. Ciao!

Anonimo ha detto...

che bello!buon fine settimana

artemisia comina ha detto...

grazie, eu!

bentrovata.

artemisia comina ha detto...

benvenuta, bread-cinzia, sia qui che nel cielo dei blogger; grazie della visita, grazie dell'apprezzamento; verrò a trovarti anch'io :)

artemisia comina ha detto...

bentornata Marcella; con te e Cinzia abbiamo sia Campania che Sicilia: il bel profumo della cultura e della cucina meridionale.

alfredius ha detto...

James Bruyn Andrews
Contes de la riviera
Catherine
.....Le fils du roi dit a la marraine:
"Faites-la-moi voir que je l'épouse si la pantoufle lui va bien." Et Cathareine était dans sa chambre qui faisait sa toilette. Alors la mére s'écria: "Catherine, descends un peu jusqu'ici, on t'appelle........et elle discendit avec une pantoufle à un pied et rien àl'autre. etc.... e vissero felici e contenti

artemisia comina ha detto...

grazie alfredius; subito mi sono lanciata in una ricerca di informazioni su questa perla, e appena ne ho saputo un po' di più, mi sono presa il piacere di segnalarla.

papavero di campo ha detto...

regno dei morti e dei vivi..

di getto ho pensato anche al duplice assetto: del selvatico, il piede nudo -più vulnerabile ma più incisivo- e dell'addomesticato, il piede calzato -più comodo ma più dipendente

artemisia comina ha detto...

anocora, le differenti sofferenze: la nobiltà della spina, la volgarità del callo.

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