domenica 8 gennaio 2017

Dicembre 2016. Venezia. La cena dell'ultimo giorno dell'anno.




Dicembre 2016. L'ultimo giorno dell'anno. Prima ancora di accendere i moccoli festivi, eravamo già tutti con un bicchiere di Champagne in mano; bicchiere - una coppa vecchio stile, di quelle a forma di seno di dea - che poi non ha avuto pause tranne che per una breve irruzione di Barbaresco, reso opportuno dall'ingresso in tavola di un certo Pasticcio d'erbe con cervello e animelle (oltre che altre innumerevoli cose) in cui mi ero lanciata, impegnandomi a tradurre in realtà una ricetta mitica dell'inzio del XX secolo di cui erano restate bizzarre tracce in casa. Pasticcio che, preannunciato con le sue centocinquanta polpettine, e congiunto alla presenza pure a tutti nota di uno Stollen per fare il quale ero andata a novembre fin nel Palatinato, deve aver fatto pensare agli altri cuochi che fosse il caso, visto come ero messa, di lasciarmi pazientemente fare. Allora ho aggiunto a questi due piatti le Aringhe marinate come a Oslo, un piatto della giovinezza rifatto dopo molti anni, di cui ricordavo le attrattive golose; infatti ne presentammo una cofana, io  e Pomaurea (che ha partecipato a tutto il forsennato affettare, tritare, sbucciare, pelare, marinare, scolare, saltare in padella, mescolare, versare, coprire, scoprire, impanare, friggere, richiesto da pasticcio e aringhe) temendo avanzi eccessivi, ma così non fu. In ogni caso, Cucurbita e Ida si fecero coraggio e affrontando la mia foga culinaria proposero ottime tartine di frolla con salmone e ottime lenticchie risottate. Menu: Tartine di salmone affumicato con robiola e paprika; Aringhe marinate; Pasticcio di erbe, cervello e animelle; Lenticchie risottate; Insalata di radicchio tardivo e arance; Stollen; Gelato di crema; Dolcetti veneziani. Champagne Serge Mathieu, Barbaresco Asili.


Tartine di salmone affumicato con robiola e paprika

Aringa marinata come a Oslo, con mele e panna

Pasticcio di erbe con cervello e animelle, prima metà del XX secolo

Lenticchie risottate, ovvero cotte aggiungendo poco sugo di pomodoro per volta, girando.

Insalata di radicchio tardivo e arance

Dresden Christstollen, lo stollen per fare il quale si andò in Palatinato

Gelato di crema

Dolcetti veneziani
































Una piccola occhiata intorno: la cucina dove il pasticcio finisce di cuocere, la credenza che dona i suoi piatti e bicchieri, e alla fine delle serata le cinque bottiglie di Champagne e la bottiglia di Barabaresco (più mezza, per otto disuguali bevitori).




2 commenti:

Grazia Marco ha detto...

... e com'era lo stollen?

Grazia

artemisia comina ha detto...

Buono :)

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