venerdì 30 dicembre 2016

Stoccolma. Grand Hotel. Christmas smorgasbord.






Stoccolma, dicembre 2013. Se sei a Stoccolma nel periodo di Natale, pare tu non debba mancare il Christmas smorgasbord del Grand Hotel, che si ripete tutti i giorni, ma la domenica assurge ai vertici; non vi dico se è il 23 dicembre; in quel periodo si chiamerebbe in realtà julbord, smorgasbord di Natale. Vedere e ispirarsi: sarebbe divertente tentare di riprodurre una tavola così.

Noi eravamo ospiti dell'Hotel, ma se non avete avuto l'intelligenza di prenotare, non avete vantaggi su chi viene da fuori; già ci avevano privato del ristorante stella Michelin perchè strapieno, correvamo anche il rischio di niente smorgasbord della domenica - tutti gli altri non ce li siamo fatti mancare - dove l'abbondanza già vasta si moltiplica, e le pentole verdi Le Creuset sul tavolo del buffet vengono cambiate con le rosse, così come amarillis rossi stanno in vasi rossi, fiocchi rossi si legano qua e là e non c'è un solo ospite che arrivi senza una cosa rossa addosso. Insomma, dopo qualche nostro tremore, una giovinetta in divisa compulsando appunti ha cambiato faccia e da occhio vacuo che era - la faccia semidisgustata del dove li metto questi - improvisamente ci ha come visto per la prima volta, si è illuminata come se di botto gli piacessimo un sacco, e ci ha fatto strada verso un magnifico tavolo per due nella Veranda con vista sulla città e sul mare.

Hansel e Gretel nella casa della strega non erano più incantati: cibo da tutte le parti, non restava che farne piramidi nei piatti e così fu. L'abbuffarsi non ci impedì di impicciarci: famiglie e famigliole danesi si assiepavano ai nostri lati, tutte eleganti, vestite a festa, dai centenari ai poppanti, era tutto un fervere. Del resto abbiamo capito che il Grand Hotel per gli abitanti di Stoccolma è una sorta di piazza, di chiesa. Vi si riversano sovente, numerosi, rumorosi, salutanti l'un l'altro; dicevo del ristorante: poveri scemi (noi) a pensare di potervi mettere piede, credo che in quel periodo si prenoti da un anno all'altro; il sabato sera è arrivata a ondate una folla che non ci stava, una voliera di voci; abbiamo anche pensato che forse era interessantissimo vedere ancor più da vicino quella fauna, ma non so se avremmo retto la babele del ristorante. Quanto è differente Stoccolma da Copenaghen - ce l'avevamo in mente, c'eravamo stati l'anno prima - Stoccolma rumoreggia, Copenaghen parla piano.

Nota finale su un fatto che a me ha dato sollucchero ogni giorno: il Grand Hotel di Stoccolma è elegante; non ha nulla di nulla della cassa da morto di lusso delle grandi catene americane il cui stile devasta i grandi alberghi. Arrivo così al punto di proporre anche una foto delle toilette.















5 commenti:

giulia pignatelli ha detto...

Che magnificenza! Mamma mia, senza parole..

artemisia comina ha detto...


Se vai Stoccolma, vai là, e fiondati nella Veranda.

Chiara Giglio ha detto...

e poi chi mi schioda da lì? Bellissimo posto !

artemisia comina ha detto...

in effetti, bisogna attaccarcisi!

isolina ha detto...

quando si dice dovizia! Ho solo avuto accesso in America a delle brutte copie fatte dai Mennoniti in Pennsylvania. Buono e dovizioso, ma mancava senso di lusso che forse per loro sarebbe stato peccaminoso

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