sabato 19 novembre 2016

Minestra di ceci non ortodossa




Di Isolina detta Brassica Illirica

Ispirata dalla possibilità di un lento sobbollire sulla stufa, nella piccola nera cocotte ho deciso di fare una minestra così, come mi veniva in mente.

I ceci (biologici) erano quelli decorticati che richiedono poco ammollo e si cuociono sempre bene.

Mentre i ceci si ammollavano e la stufa si riscaldava, ho pelato una manciata di piccole patate e le ho messe in acqua (mi ricordo sempre le onnipresenti patate nelle cucine olandesi: pelate e messe a bagno per ore in attesa del momento di metterle sul fuoco).

Ho pulito e tagliato in pezzi due grossi cipollotti e spellati alcuni spicchi d'aglio.

Ho messo in ceci in pentola e vi ho aggiunto le patate, l'aglio e le cipolle. Ho aggiunto due foglie di alloro. Ho coperto il tutto di acqua abbondante e ho messo sul fuoco.

Ha cotto lentamente per almeno un'ora e mezzo. Le cipolle e l'aglio si sono disfatti, il tutto è diventato cremoso, come volevo pur lasciando interi parte dei ceci e le patate. Ho salato.

Mentre finiva la cottura ho cubettato e fritto in olio d'oliva del pane scuro.

Nella ciotola, una bella macinata di pepe selvaggio del Madagascar e i rustici crouton, che hanno fornito l'unico condimento. Avevo pensato che avremmo aggiunto il classico giro d'olio, ma non se ne è sentita la necessità.

Non poteva esserci cosa migliore a riscaldare una fredda giornata.






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