mercoledì 19 marzo 2014

Francia. Parigi. Musée Guimet. Yogini




Un impressionante, soggiogante incontro al Guimet. 

Una definizione un po' troppo oscura delle yogini (oscurità e luminosità in queste religioni sono più conviventi di così, da quel che ho capito); tuttavia, eccola:

Le Yogini sono tremende espressioni del divino al femminile di cui si trova testimonianza nelle tradizioni hindù e buddista vajrayana di ambiente tantrico. Dotate di molteplici aspetti e funzioni possono assumere forma di donne e streghe dedite a rituali oscuri, di forze primordiali collegate a malattie, avvelenamenti e possessioni, di presenze sottili nei supporti meditativi quali yantra e mantra oppure di vere e proprie divinità che atterriscono e ammaliano. Riunite in cerchi nel profondo della foresta o nei campi di cremazione, le Yogini suscitano poteri e conoscenze segrete dispensandoli a coloro che le evocano attraverso pratiche anche estreme. La loro cifra appare però giocarsi in una inclinazione misterica, notturna, in quella penombra ove chi non sa vedere prende la corda per serpente. In definitiva le yogini frequentano la morte offrendo agli iniziati che si consegnano al loro abbraccio prospettive di liberazione al di là del baluginante mondo delle illusioni. Il libro rappresenta così un viaggio alla ricerca di queste figure misteriose annidate all'ombra della Dea, nell'angolo meno appariscente, quello che sfugge agli sguardi superficiali. Un viaggio che si snoda in una zona di frontiera della tradizione indiana, costantemente in bilico tra rituali tantrici, sacrifici e conoscenze sottili. Quel viaggio periglioso che è patrimonio di tutte le "cerche" tradizionali.

Da qui Yogini.Il lato in ombra della Dea.

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