mercoledì 28 luglio 2010

TOSCANA. CORTONA. IL FALCONIERE.









Non ho nulla contro il barocco, anzi in nessun posto abiterei volentieri come nel padiglione barocco dell'Abbazia di Melk. Pur di stare tra quelle scimmie e quei cammelli, mi metterei in mezzo alla stanza per non disturbarli con un lettuccio, un tavolino, una sedia, e me ne starei felice.

Fatto sta, però, che riprodurre oggi il barocco così, di sana pianta, risulta assai difficile. Niente da fare, se si perde lo spirito dei tempi nemmeno lo scenografo più bravo riesce a ingannarti a lungo. La villa de Il Falconiere è bella e seicentesca davvero, la strada che ti ci porta è ancora più bella, dorati muretti a secco e argentei olivi da un lato, la campagna con i filari di viti coronati da rosai dall'altro, nel giardino c'è un glicine grondante vellutati semi, ma dentro l'arredo pecca un po' di un eccesso di decorazione. Peccherebbe, diciamo, se non ci fossero due attenuanti: dà l'impressione di essere curato e amato dai proprietari (questo a me in genere commuove abbastanza e mi fa chiudere il becco) e i piatti che riproducono la ceramica della Fabbrica di Catrosse, una settecentesca fabbrica cortonese, mi piacevano proprio.

Cosa curiosa, anche il cibo sembrava improntato alla stessa estetica, molto colorata e a volte un po' scomposta; forse perché - sembra - la proprietaria e sommelier Silvia Baracco collabora a comporlo con lo chef Richard Titi. Comunque, il ristorante si è meritato una stella Michelin, e noi siamo arrivati qui, un giorno che avevamo bisogno di fare una tappa in Toscana e insieme di festeggiare, inseguendone lo sbrilluccichio. Non ci siamo pentiti.

Io ho mangiato gli gnocchi di ortica con ragù di baccalà al vino bianco e aroma di limone. Apprezzabilissimo il ragù, che aveva anche uvetta e pinoli (insomma, un baccalà alla romana in bianco, più dei morbidi filetti di buccia di limone che sembravano quasi canditi e che ci stavano benissimo).

Poi un fiore di zucchina con sorpresa d’uovo e zabaione al parmigiano, che mi è piaciuto assai: l'uovo è in camicia, viene infilato nel fiore e questo viene spadellato; delle foglioline di maggiorana contribuivano molto con il loro aroma piccante, lo zabaione era molto goloso.

Nunchesto ha mangiato ali di razza la vapore con giardiniera di verdura e maionese di uova biologiche, spezzatino di ricciola in melanzana al sale nero, nastri di verdure, olive e un’idea di pomodoro e un semifreddo di ricotta con composta tiepida di ciliegie e gelatina all’amaretto. Pareva lieto.

Io per fortuna non ho ordinato dolci, perchè mi sono vista arrivare un vassoio di dolcetti al cucchiaio ricco di colori e sapori (ecco, mi viene ancora da dire barocco, ma questa volta con pieno apprezzamento; mi è piaciuta l'idea delle coppette e delle creme).

Il personale è sorridente e simpatico.

C'era anche la carta delle acque, (che mi fa sorridere anche se riconosco di essere stata tra quelli che la auspicavano, non fosse che per reattività verso quei ristorantacci dove a stento ti chiedono "gassata o naturale" e poi ti fanno aspettare ore prima di portartela, mentre il vino è arrivato immediatamente); come vino abbiamo bevuto Sauvignon Castello di Farnetella 2007.

A proposito di carte, c'era la famigerata carta per signore, senza prezzi, che mi fa sempre andare in bestia. Ma questa volta sono riuscita a distrarmi rapidamente (specie dopo essermi fatta passare l'altra).

Il Falconiere è un Relais & Chateaux, quindi è anche un albergo, oltre che impresa agricola con produzione di vini. Come aperitivo ci à stato offerto il loro Brut Rosé Baracchi.

5 commenti:

FrancescaV ha detto...

Un posto da segnarsi sicuro.

isolina ha detto...

Ma insomma, mi stai proprio girando intorno! Come sempre, bellissimi i tuoi report. Stata al Falconiere molti anni fa, quando era agli inizi...

artemisia comina ha detto...

francesca, buona estate!

isa, prima o poi ti vengo a trovare :))

loulou ha detto...

Ciao a tutti, sono dei dintorni, sinceramente l'ho ultimamente trovato molto peggiorato, pretenzioso dopo la stella, non sempre all'altezza, in affanno come quasi sempre per mantenere i (discutibili) standard Michelin. Ma tendo a fidarmi ciecamente dei post di questo sito. Indi, ritenterò.

artemisia comina ha detto...

cara loulou, sono di ritorno da un giro francese di 6000 chilometri (è vero, anche con piccola tappa UK, ma prevalentemente Francia) Michelin alla mano, e ho parecchie riflessioni da fare sulla rossa. per esempio, come 'una stella' contrassegni sia locali di qualità eccellente che altri buoni sì ma con zoppicamenti, in modo forse troppo variabile. vediamo se troverò il tempo e il modo di parlarne. Quanto al Falconiere, siamo stati bene, ma non più di tanto, dicevo che la cucina è anche un po' scomposta, e con questo davo la traccia di un limite, senza insistere. se dovessi compararlo con i diversi 'una stella' appena provati, non lo metterei in coda, ma neppure tra gli eccellenti.

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