



La cosa curiosa di questo giardino solitario è che nel susseguirsi delle stagioni continuano, qua e là, dentro le masse di vegetazione dove il glicine e la rosa si mescolano con le erbe selvatiche, a fiorire fiori che ricordano epoche passate in cui il giardino aveva una frequentazione quotidiana e domestica, di fiori recisi per la chiesa, di aiuole di gigli bianchi con al centro un oleandro rosa potato ad alberello rotondo.
Così entro il suo verdeggiare inselvatichito splendono qua e là dei gigli bianchi, alti come sentinelle sul bastone dello stelo, candidi sul verde delle edere, grondanti un dorato, ricco polline.
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