lunedì 27 settembre 2010

BORGOGNA. CANAL DU CENTRE.








Incrociamo più volte canali, spesso fiancheggiati da capricciosi fiumi torti e ineguali il cui letto infido, loro che sono dritti, lucenti e colmi di un'acqua regolare e tranquilla hanno sostituito, corretto e prolungato. La maggior parte costruita con opera di mirabile ingegneria, per l'epoca, tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo.

Quasi cessato il traffico commerciale per cui nacquero speranzosi, volendo collegare Mediterraneo e Atlantico senza fare tanti perigliosi giri. Non risposero mai in pieno alle attese; di più questo, il Centrale, meno quello di Borgogna, che aveva certe strettoie che lo resero meno agevole. In ogni caso, ecco due numeri relativi al Centrale che sono andata, curiosa, a cercare: nel 1773, appena aperto, 650 passaggi di barche da lavoro; nel 1936, punta massima, 10.000 barche; 400 nel 1992. In compenso cresce il traffico turistico: il viaggio in peniche è diventato una delle mete deputate di Borgogna; se nel 1999 le barche da lavoro erano 150, quelle turistiche erano 2000 (solo 400 nel 1982). Nel porto di Chagny, tuttavia, ci è parso di aver visto una quantità di merce impilata. Non molto tempo fa corse il rischio di essere interrato per farci una bella strada dritta che attraversasse la Francia; pare che grazie al turismo l'abbia scampata.

Lungo i canali le vie per i ciclisti, quelli col cane, quelli che corrono.



1 commento:

Francesca ha detto...

ho visitato anch'io la Borgogna, due anni fa: stupenda con i suoi canali, i castelli, i vigneti...
Franci

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