mercoledì 27 febbraio 2008

LAZIO. VALLE DI COMINO. LAGO DI POSTA FIBRENO. LA FOLAGA, FULICA ATRA: ZAMPE O FOGLIE?


















Guardiamo un po’ più da vicino, grazie all’obiettivo di Nunchesto, la folaga del lago di Posta Fibreno.

Appartiene alla famiglia dei Rallidi.

Pessimi nel volo per le loro corte ali, amanti delle vegetazioni palustri e delle acque ferme, flessibili attraversatori di canneti, muniti di lunghissime dita adatte ad appoggiarsi sulle erbe acquatiche. Schivi i più e sfuggenti come la gallinella d’acqua, ma non la folaga, che invece tranne che nella stagione della cova se ne va in fitti gruppi galleggianti e schiamazzanti, spesso in compagnia di qualche più tranquilla anatra. Ha piumaggio nero, occhi rossi, un puntuto becco bianco e una grande placca bianca callosa sulla fronte che riluce sulle piume e sull’acqua.

Soprattutto, ha immense zampe grigio-verdi, lunghe, con le dita munite di membrane lobate per poter sia nuotare che camminare sulla vegetazione acquatica. Buona tuffatrice, è in grado di resistere sott'acqua anche per mezzo minuto.

Si nutre soprattutto di vegetali acquatici, ma anche di lumache, insetti, larve e piccoli crostacei.
Fa nidi galleggianti, una sorta di gusci di canne foderati di più morbidi grovigli di erbe, deposti su piccoli isolotti o aggrappati a qualche radice o ramo sporgenti nell’acqua. Depone 5-16 uova, incubate da entrambi i genitori per circa 21 giorni. Presto i piccoli sono in grado di nuotare con i genitori. Sul lago di Posta Fibreno è stanziale.

Prima di riuscire a prendere il volo corre sull'acqua per un buon tratto, sollevando spruzzi e sprazzi; spesso si vedono folaghe e folaghi, praticamente indistinguibili tranne che per il verso che fanno, attaccare baruffe piene di schizzi e brevi voli.
Pare sia pessima da mangiare, con una pelle che manda cattivo odore e una gran coltre di grasso cui si attribuisce uno sgradevole sapore di pesce; tuttavia, Artusi ne dà una ricetta, ed altre ne girano su web. Sembra che gli inglesi ne siano ghiotti. Un tempo la chiesa la considerava carne di magro, poiché mangiando erbe e animaletti acquatici, veniva equiparata a un pesce. Per fortuna i postesi non la pensano commestibile.

1 commento:

dede leoncedis ha detto...

"Pare sia pessima da mangiare, con una pelle che manda cattivo odore e una gran coltre di grasso cui si attribuisce uno sgradevole sapore di pesce" e forse non sa nemmeno che è pure molto fortunata

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