venerdì 2 novembre 2007

CAMPANIA. ISCHIA. SANT’ANGELO. HOTEL MIRAMARE E QUALCHE ALTRA SUGGESTIONE.
































Tra i post autunnali con le loro prime piogge e castagne, si insinua il sole splendente di un’Ischia di fine ottobre. Siamo stati tre giorni a Ischia, Sant’Angelo, Hotel Miramare .

Storia romantica: negli anni trenta, un pescatore e una turista tedesca si innamorano, ed ecco la prima pensioncina aggrappata alle rocce sul mare. Di lì, arco dopo arco, terrazza dopo terrazza, arriviamo all’attuale albergo con la sua aria suggestivamente anni cinquanta. Molta luce, onde a un passo, servizio accurato (qualche lentezza al ristorante, ma eravamo un gruppo), personale simpatico, cucina niente male – su tutto spicca un’ottima pastiera fresca e morbida - migliorata dall’ultima visita di un paio di anni fa. Salendo una stradina che costeggia il mare, si arriva alle terme Apollon-Aphrodite. Alida, che ci ha fatto conoscere l’albergo, ci dice che a ottobre chiude, ma che le terme restano aperte, come pure restano aperte delle piccole pensioncine; è bella Sant’Angelo di inverno. Lei ricorda il passato capodanno, in barca nel porto, tutta l’Isola animata.

Hotel Miramare
Sant'Angelo
Via Com.te Maddalena
081 999219

Qualche ricordo di altre visite a Ischia:

L’Hotel Regina Isabella, dove conobbi il pesce all’acqua pazza – e non è poco – e di cui ricordo un’ottima cucina, ma è cosa di troppo tempo fa. Chissà oggi. Ancora qualche souvenir di quell’albergo: la vecchia signora che cenava tutte le sere accanto a noi da sola, ogni capello a posto, l’uno accanto all’altro come un gonfio cappello, il trucco accurato nei cerchietti rosa sulle gote, le toilette lucenti, i movimenti di una Madonna di legno in portantina. E la danza dei camerieri, formali e scanzonati al tempo stesso. C’era una sorta di sipario invisibile che divideva il comportamento da sala da quello di retrobottega. Un sipario che non coincideva esattamente con il muro che separava tavoli del ristorante e servizi, ma cadeva appena dietro gli ultimi tavoli, tra quelli e la parete che separava dal corridoio e le cucine. Quando i camerieri si slanciavano in sala superando quel confine invisibile, diventavano dei perfetti ballerini rituali, inchini e gesti destri; appena tornavano dietro quel fronte, scambiavano tra loro battute in napoletano ironiche e sapide. Ricordo una giovane coppia tedesca esitante sulla soglia del ristorante, e quelli l’uno all’altro avvertendosi della bisogna e della necessità di intervento: “Ci stanno due spaesati!”.

Hotel Regina Isabella
Lacco Ameno
P.zza Santa Restituta
tel. 081994322

Al ristorante del Regina Isabella ogni tanto pranza – mi sono informata, è ancora viva e in fondo “giovane”, è sull’ottantina – Susana Walton, la moglie argentina del musicista William Walton che venne a vivere con lei ad Ischia, insieme – ma lei soprattutto, con Russel Page – creando il magnifico Giardino La Mortella. Giardino che ho visitato un paio di volte, a primavera. Una delle mete immancabili di Ischia. Bello e soprattutto non museificato. Ancora vivo, come la sua proprietaria. Tanto per saperlo, c'è una bellissima sala da tè.

La Mortella
Forio
via Francesco Calise 39
tel. 081986220

Tante cose da vedere a Ischia; raccomando, per finire, un giro sull’Epomeo. Inaspettata aria di monte, bellissimi boschi e sentieri.

Siamo pure stati a La Pensione di Lustro, insieme all’amico Gianni, altro intenso frequentatore dell’isola. A Forio, piccola, modesta, suggestiva. Una tromba delle scale ombrosa, piante del sud che allungano le loro radici esotiche e allargano le loro foglie orecchiute, un terrazzo luminoso, ricordi di un soggiorno di Truman Capote ad arricchire la letteratura del luogo.

Pensione Di Lustro
Forio
Via Di Lustro Filippo,10
tel. 081997163

Di lì si raggiungevano facilmente i bellissimi Giardini Poseidon con le loro ventidue piscine, le stufe, i terrazzi fioriti sul mare.

Giardini Poseidon
Forio
via Giovanni Mazzella (Citara)
tel. 0819087111

1 commento:

caravaggio ha detto...

la spledida sant'angelo ci sono andata x 12 anni , se ricapiti a cavascura,cè una trattoria semplice ma peccaminosa ,mia meta abituale e di tedeschi buongustai,anche propretari di altri ristoranti ecc... vanno nei loro giorni di chusura , alla taverna da pietro e paolo

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