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Guardate che pallore quelle orecchiette e che garbata faccetta quello sformatino di spinaci con riccioli di sedano rapa e fonduta di castelmagno, o che bella quella carne cruda all’albese, triturata al momento con il coltello e accompagnata da sapida mostarda d’uva. Niente male pure quella panna cotta in un bagno di sangue. Dell’insalata non saprei dire, ma lenticchie e cipolla sono sempre un piacere.
Le orecchiette sono state ordinate da una scriteriata barese, che poi se le rimirava compatente, guardando quelle quattro foglie verdi e cercando di capire a che tipo di inusitato broccolo appartenessero, e rimirando quel peperoncino sott’olio con l’aria di chi non poteva capacitarsi.
Un altro piatto di orecchiette è stato mangiato in silenzio da un torinese. Apprenderemo mai cosa ne pensò? Sappiate che si tratta di uomo che chiama focaccia anche la pizza bianca romana, e rende così frizzantino il confronto culturale.
Accontentando una certa voglia di dare voti: carne all’albese buona, sformatino perché no, orecchiette bhe’, panna cotta ma sì.
Un buon posto in un bel posto – il Quadrilatero romano recuperato – per una sosta dopo tanto girovagare nella città, un piatto, un bicchiere, chiacchiere; volendo anche fuori. Il primo locale che ha aperto nel risorto quartiere, e i proprietari sognando le leggendarie Tre Galline, lo chiamarono Tre Galli. Poi con il tempo hanno acquisito anche le Galline.
I Tre Galli
via S. Agostino 25/b
tel. 0114319198
Chiusura: domenica