Monelli, P. & Novello, G. (2016) Il ghiottone errante. Viaggio enogastronomico attraverso l'Italia [The Wandering Glutton: A Food and Wine Journey Through Italy] Bra: Slow Food.
“Ecco
la pasta con le sarde. Asciutta, di bel colore, pomidorata, si presenta
grata e innocua. Ma fin dalle prime boccate ci si accorge che è tutto
il contrario: quattro donne in una casa non sono così discordi come gli
elementi che la compongono. Il pesce fa a pugni con la cipolla, i
finocchi con i pignoli, l’uva passita con il pomodoro e lo zafferano.
Tutti i gusti tradizionali sono combattuti. Il palato non ha un attimo
di riposo; se si acqueta nell’armonia d’una boccata, eccolo subito
sussultare per una nuova sorpresa. Mangiamo tuttavia, esilarati dalla
nuova cosa: e trangugiando ci pare di essere un dittatore che compone in
pace diverse e discordanti parti di un paese.” (p. 150)
Monelli,
emiliano, brillante giornalista; Novello, grande disegnatore, lombardo.
Il libro viene pubblicato nel 1935, in pieno fascismo. Avevo letto che
se Artusi, romagnolo, aveva ignorato il Sud Italia, Monelli invece
l’aveva percorsa in lungo e in largo. Quanto a “palato”, però, i
progressi non paiono immensi. I gusti tradizionali di chi? Se servisse
qualche testimonianza a dirci che il cosiddetto palato è fatto di
cultura – in senso esteso, estesissimo – e non di neurogastronomy,
eccola qui. Alcuni dicono che dopo l’ascesa del mito della dieta
mediterranea, la faccenda si è ribaltata: oggi il Sud batte il Nord.
Forse negli stereotipi sì, ma nella conoscenza no. Ho partecipato poco
tempo fa a una diatriba su FB tra persone che gridavano allo scandalo se
si chiamava lasagna la lasagna napoletana, e altre, tra cui io, che
tentavano di dire che esisteva anche quella. Non ho potuto fare a meno
di pensare alle forze congiunte della letteratura creata dai nostri
primi gastronomi, e l’industria che riempie gli scaffali dei
supermercati di lasagna emiliana e non napoletana (come si inventa la
tradizione). Una nota sul dittatore evocato: un omaggio a Mussolini? E
perché voleva un piatto innocuo? Stava male di stomaco, o già tremava di
paura? E tutto quel pomodoro – va be’ che le versioni sono tante – ma
dove se lo era andato a cercare? (GialloZafferano dice che se non avete
zafferano, potete usare un po’ di concentrato di pomodoro per dare
colore…).
Monelli
Paolo Monelli, giornalista - Giuseppe Novello, illustratore

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