



Ed ecco infine i gigli rossi, con i loro steli brevi e le molteplici teste pesanti e fiammeggianti, tutti in giro come donzelle in danza, davanti alla casetta in fondo al giardino, dove ricordo l’orto, e le galline, e dove ancora desso c’è sempre, quando gli umani tornano nella casa, un bucato che ondeggia al vento.
i fiori mi fanno pensare a quelle che che da noi si chiamano Canne d'India, le foglie mi ricordano le clivie. e magari non sono nè l'una nè l'altra
RispondiEliminami colpisce la disposizione a girotondo. Una mano gentile deve aver seminato quei gigli.
RispondiElimina@ dede, mi sa di no, che sono proprio della famiglia dei gigli. per me poi sono i gigli della zia Bianca, e tanto mi basta :DDD
RispondiElimina@ sì, una mano delicata..è curioso come si costruisce e si disfa un giardino.