sabato 4 giugno 2011

PICCOLI FRUTTI ACIDULI: VISCIOLE, RIBES:

In un angolo dell'orto un grande cespuglio di ribes. L'unico sopravvissuto di una siepe e mannaggia, solo bianco. Decorativissimo. E quasi solo per aggraziare lo uso, se non viene un amico che ne va matto. Oppure fa bella figura in un bicchiere di champagne, o altri vini spumeggiuanti. Che altro?

Così belle nella luce fresca del mattino, quasi gemme preziose. Mi piace il loro nome francese "griottes" che riempie la bocca, ma amarene, anzi cheddico, marasche, è il nome della mia infanzia. Mia madre le metteva in un gran vaso pieno di zucchero che poi stava per tempo interminabile al sole. Lo zucchero di scioglieva e diventava una cosa squisita. Ma non andavano a male? Qual'era la procedura esatta?
Comunque, eccole quasi nascoste e del tutto inselvatichite. Le spio ogni giorno per vedere se maturano e se gli ingordi uccelli non le faranno fuori prima che riesca a coglierle.
Non saranno comunque molte, giuste forse per poco più di un clafoutis.
Altri suggerimenti?

5 commenti:

artemisia comina ha detto...

Amarene o marasche sarebbero altra cosa, una sorta di ciliegie. Non così per te? Su AAA c'è un post su di loro. La procedura zucchero - sole dovrebbe essere esatta, chiederò a un'amica che così tratta le visciole. Una marmellata credo verrebbe con i tuoi ribes.

isolina ha detto...

OHIBO! vado a informarmi, sempre creduto fossero la stessa cosa, ciliege aspre, sauercherries, marasche=amarene etc

papavero di campo ha detto...

mi piace questa tua cronaca di sguardo al giardino e di collegamento di memoria, il ribes bianco trasparente è da coppa di boemia di natura morta fiamminga ma possibile adesso qua nel paradiso toscano! che alta bellezza! e la marasca è nome imprenscidibile nella gamma sensoriale del sommelier vinoso (ah non di quello di antonio albanese che fa schiantare dal ridere)la marasca che io sappia è un tipo d'amarena più selvatica, anche nella mia terra d'origine l'abruzzo c'è il vizio della marasca/amarena,
ah prima pensavo che il tuo prezioso ribes bainco ne coglierei un rametto e ne farei un ikebana col rosso papavero che lì da te non mancherà di certo..infine ti spiffero una fantasia, di venirti a trovare visto che condividiamo
-da adottive- la bellezza di questi luoghi! chissà! con l'artemisia è una vita che lo diciamo e poi nulla di fatto ancora:-)

Puddin ha detto...

Amarene piccole ciliege selvatiche che maturano fine Luglio in tutto loro splendore e qui a Ponente vengono chiusi in vasi ermetici in questo modo prima di essere messi in pieno sole per fare la magie...primo strato zucchero semolato 1/2 cm poi amarene poi zucchero fino ad arrivare in cima al vaso con ultimo strato di zucchero. Chiuso il vaso va messo in pieno sole preferibilmente su un muretto di pietra o un marmo dove il sole scalda anche di sotto. Tutto il giorno si cuoce si cuoce e alla sera viene portato sotto un portico o messo in cucina per essere rimesso fuori di nuovo al mattino a sole alto. La magia del caldo del sole fa sciogliere lo zucchero in un sugo di amarene spesso e incredibilmente buono. finito la magia il tutto viene messo in vasi piu piccoli che vengono poi posti in cantina al fresco da godere tutto estate. Se rimangono verso fine estate noi abbiamo abitudine di mettere un po di SHERRY dentro per farlo diventare un apperitivo pronto...forse vi va questa ricetta da ponente? P

isolina ha detto...

Papavero!! Fate fate e realizzate.
Anch'io con il ribes ho pensato subito ad una natura morta fiamminga. Ma l'ikebana con papavero è un'idea bellissima, per quanto effimera. Adesso vado e vedo se
Pudding: grazie, esattamente il mio ricordo. Grosso vaso con tappo smerigliato...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...