martedì 21 settembre 2010

FUSILLI CALABRESI FATTI CON IL FERRETTO
























Francesco è arrivato con un ferretto in tasca. Lungo, sottile, irregolare, vagamente quadrangolare. “L’ho trovato dagli zingari”, dice. Oramai è difficilissimo averne, chi ce l’ha se lo tiene, chi non ce l’ha aspetta di ereditarlo. Quando mi permette di provarlo non si stacca dal mio fianco, e non saprò mai se ho avuto solo fortuna nel fare il mio primo fusillo o se ho capito come si fanno, perché non ho osato tenerlo in mano più a lungo di un’unica prova. Dirò che è divertente pressare il sottile ferro sul cilindretto di pasta apprestato e farli rotolare insieme allungando la foderina di pasta intorno al ferro, quindi sfilandola come una calza e metterla ad asciugare su un telo. Mi pare di aver capito che la competenza più esperta va spesa nell’impastare in modo giusto, ovvero ottenere una pasta elastica e insieme soda, asciutta ma non secca, in modo tale che si allunghi intorno al ferro ma non si attacchi e si sfili con facilità.

Francesco ha usato per 12 piccoli piatti di fusilli 700g farina, acqua fredda, sale. L’acqua è stata aggiunta poco a poco, continuando a saggiare l’impasto; poi questo è stato maneggiato a lungo. Quando è arrivato allo stadio del rotolo elastico, quest’ultimo è stato riavvolto ancora un paio di volte e reimpastato prima di essere approvato e lasciato a riposo sotto un foglio di carta da cucina per un’oretta.

A questo punto dal rotolo madre è stata staccata un po’ per volta una quantità di pasta tale da fare rotolini di un cm e mezzo di diametro, forse un po’ meno, lunghi 4cm circa. Su questi, come dicevo, si preme il ferretto e poi lisciando con i palmi delle due mani e rotolando si allunga la pasta intorno ad esso fino a che non si ottiene una sorta di bucatino irregolare, che infine si mette ad asciugare su un telo che non occorre nemmeno infarinare, tanto la pasta è giusta nella sua asciuttezza.

Francesco ricorda la nonna e la mamma al lavoro intorno a questi impasti, anzi quest’ultima quando lo va a trovare ancora gli lascia abbondanti dosi di fusilli, che si prestano a questo, nel surgelatore. Lui bambino se ne stava dalle parti del tavolo dove avvenivano queste meraviglie e poco a poco ha conquistato prima la posizione di chi arrotola poi quella di chi impasta, e non le ha più abbandonate.

Mentre Francesco impastava, Polsonetta abruzzese ricordava la nonna che è vissuta fino alla fine impastando la pasta quotidiana di acqua e farina per sé e il nonno, due piccole porzioni. Pasta corta però, più adatta a bocche indifese. Di quella che si completa con un colpo dell’indice che fa una virgola, quasi un’orecchietta.

Furono mangiati così:  fusilli calabresi con fagioli cannellini e gamberi

6 commenti:

Francesca ha detto...

Spettacolo, è una magia, se ci pensiamo bene. Che dalle mani vengano fuori queste prelibatezze. Belle le foto: rendono bene l'idea!!!
Franci

Caty ha detto...

...e si , ce l'ho ereditato :-) anche se sono assolutamente incapace ( ma potrei provarci )di far pasta fresca e si i " cavatelli " quelli che dovevano le bambine imparare a fare prima di andare a scuola ...

Ciboulette ha detto...

Se mia suocera vedesse questi fusilli cosi' lunghi stramazzerebbe di invidia :P
Io - che le mie ansie da prestazione pastare le riservo solo alle orecchiette - posso invece ammirare con il cuore in pace queste foto. Questi ferri, io ne ho solo uno, ma se capito dalla suocera nel giorno della fiera vado in cerca di zingari per farne scorta!
Un bacio :)

papavero di campo ha detto...

insomma questo mitico ferretto è un attrezzo sciamanico (irregolare quadrangolare ecc) oppure all'uopo si presterebbe un analogo ferretto tipo quello?
domanda del piffero forse ma non troppo!

ps: infine che forza gli attrezzi solo nostri unici irripetibili che smuovono ad invidie gli invidiosi e che peggio per loro posseggono ed esibiscono forza sciamanica!

ps2: posseggo un ferro di famiglia, un attrezzo istoriato per fare le nevole cioè le ferratelle o cancellate che dir si voglia e m'ha preso voglia di schiaffarlo in blogghe!
della serie vostretrombe e nostrecampane:-)))

artemisia comina ha detto...

dunque: proposi sostituzione con ferro da calza e fui guardata con sufficienza, ma secondo me si può fare (magari con qualche martellatina per renderlo più suggestivo). mi fu confidato che gli zingari riadattano ferri di ombrelli! mi è rimasta la voglia di provarmi a arrotolare, non c'è dubbio.

attendo i ferri del papavero.

ari 76 ha detto...

Io ho il ferro dell ombrello...e va alla grande

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