domenica 6 giugno 2010

FIRENZE. O' MUNACIELLO, RISTORANTE E PIZZERIA. BLOGGER: LISA.

















Siamo Oltrarno, a Santo Spirito. Al ristorante ci arrivi attraversando un quartiere affettuoso, nel quale scorre una vita operosa fatta di gesti e chiacchiere quotidiane, di botteghe e gente del posto che certo consolerà chi lo abita; la via in sè è nuda e severa.

Capita quindi che quando varchi la porta, caschi a piè pari dentro un altro spazio, una sorta di ventre di balena grande, oscuro, palpitante di piccole luci e denso di una musica che ti salta addosso interrompendo ogni legame con il quieto parlare della via.

Quando riprendi a vedere, cogli dei giri di volte magnifiche in alto, sopra di te - siamo nella molto nobile struttura del convento - con un angelo di bella stazza che veleggia lassù, piedi al vento, e poi man mano osservi che di figure che ti portano altrove il luogo è pieno, e capisci che quel tale rubizzo e pieno di cornetti rossi che ti ha accolto è 'o Scartellato, che c'è un'aria di San Gregorio Armeno e di pomodori del piennolo che ti circonda da ogni dove.

Diventare romani è facile, basta dire aò con l'adeguata sgarberia di base, cui poi si aggiungono le successive sfumature, vuoi ironiche o affettuose o sfidanti o che. Abitando a Trastevere, noi abbiamo anni di scuola di aò sul groppone, e lo sapremmo arpeggiare in vari gutturali modi. Evitando accuratamente gli annamo, sulle cui doppie cade miseramente, lo stesso Nunchesto veneto è in grado di fare il romano. Ma diventare napoletani è come diventare indù: non se ne parla. Napoli fa parte di quel giro di città italiane, tra le quali metto anche Firenze e alle quali aggiungo Venezia, che dalla sfumatura dell'accento subito ti collocano nel quartiere in cui sei nato e che non transigono su appartenenze recenti o mimetismi.

Ora io pensavo, nella mia superficialità, che Lisa fosse napoletana. Una napoletana che aveva messo su un ristorante a Firenze. Quando ci è arrivata sopra, calda e ospitale e ha inziato a circondarci di tutto un arrotare di c etrusche ed aspirate, non ho capito più nulla, ma mi è rimasto il fiato per chiedere: sei toscana? E certo che lo è. Ma le piace Napoli, tant'è. Le piace Napoli, e cucina napoletano. A Firenze. Tiè.

Scopro così che non si tratta della balena, nè di Giona, ma piuttosto del sommergibile del capitano Nemo. Siamo in un mondo di sogno, che la nostra capitana va ogni giorno creando e tessendo per sè e alcuni seguaci, la sua truppa - affidabile, ci dice con orgoglio - di cui vediamo una parte nelle fanciulle capaci e garbate che si aggirano candide e brune, leste e lievi nei vasti spazi voltati senza perdere il filo, e nel ragazzo, Carmine (lui senza c aspirata, e con un nome inequivoco) che lavora tra i bagliori del forno. Capitana, forse corsara, al tempo stesso bellicosa e soave, che gode del numero, del fronteggiare ondate di avventori e che ci parla con finta preoccupazione di quando la strada si riempirà di tavoli e fragranti pizze per la notte bianca fiorentina, e già pensa alle strategie con cui li fronteggerà seducente e vittoriosa.

Buona la cucina, fatta di materie prime ammirevoli, come i suddetti pomodorini che hanno accompagnato un'ottima pasta all'uovo fatta dalla capitana medesima, di bel nerbo. Il piatto che ho preferito, e al quale forse avrei tolto l'aggiunta di stracciatella.

Buoni anche la caponata di polpo, con il suoi dadini di squisito pane scrocchiarello, le aragostine, il gelato allo yogurt, di cui Lisa ci fa intuire la complessità di preparazione nell'apparente semplicità. Il benvenuto ci è stato dato con una fragante pizza con il cornicione che ci ha messo pochissimo a volare sul tavolo - il servizio fila a meraviglia in un locale grande e pieno, anche se Lisa andava dicendo che era giornata tranquilla - in cui spiccavano certe olive di Gaeta buonissime.

O'Munaciello
Via Maffia, 31-33/r
tel 055287198

Lisa è la medesima che insieme a Giovanna tiene il blog Lost in the kitchen; sappiate quindi apprezzare che quando lì ci si dice si fa così e cosà, si sa di che si parla.

9 commenti:

isolina ha detto...

Viene voglia di andare a Firenze apposta!

MarinaV ha detto...

Chissà quando ci andrò, a Firenze...

clelia ha detto...

. Proprio ieri pomeriggio stavo leggendo qua...
http://www.scattidigusto.it/2010/02/25/il-numero-10-scende-in-campo-a-firenze/
e non avevo collegato che Lisa fosse coautrice di LOST IN THE KITCHEN e TZATZIKI ..
Complimenti a te, Artè, per il gusto che metti nelle cose e nelle segnalazioni ed a Lisa.. per quello che fa..
Ma dove lo trovate il tempo???
Clelia

artemisia comina ha detto...

clelia, infatti, non lo trovo :DDDD

Lydia ha detto...

Artemisia, bellissima la differenza tra il poter diventare romani e il poter diventare napoletani.
Ma come le pensi certe cose?
Per il resto, sono di parte...

artemisia comina ha detto...

clelia, mi sono accorta in ritardo che mi chiedevi, in un commento di marzo, come contattarmi. ho un'email nel profilo! (tu no, invece ;))

artemisia comina ha detto...

lydia, sono una pensatrice :DDD

frenci ha detto...

le aragostine mi rimandano ancora al pasticcere napoletano che tanti anni fa mi corteggiò con la sua arte, ma... non mi dici nulla di quella invitante mattonella di lasagne alle zucchine? ciao carissima, alla prossima

la belle auberge ha detto...

un indirizzo da segnare sul mio taccuino e da provare nella mia prossima visita ai cognati fiorentini.

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