martedì 2 giugno 2009

Il coperchio aviluppato per il riso persiano, tah-digh








Il riso iraniano, il tah-digh, richiede un coperchio avvolto in una stoffa. La giornata era morbidamente nuvolosa, senza quella luce che brucia e abbaglia, ma con una bella luce argentea e diffusa; la stoffa era un morbido cotone operato, di quelli nati parecchi anni fa come tovagliolo, che hanno partecipato a tanti pranzi familiari e che sono stati infinitamente lavati, fino a diventare di una morbidezza opaca e carezzevole, che si flette come fantasma che presto farà apparire la sua trama.

Sono stata affascinata dal totem che l’avvolgersi del tovagliolo sul coperchio ha fatto apparire.

In AAA varie versioni dell'affascinante riso iraniano, crosta croccante e cuore sgranato.




11 commenti:

Gunther ha detto...

complimenti per il menù, di quelli che piacciono a me, si il riso all'iraniana si fa proprio così, mi incuriosisci molto non tutti conoscono questo modo di fare il riso....

Artemisia Comina ha detto...

grazie gunther :)

Anonimo ha detto...

Quanta poesia in quel tovagliolo....Marina

astrofiammante ha detto...

questo chilau mi era sfuggito, è davvero una preparazione particolare.
...e il coperchio che si veste....lo è altrettanto ;-)) ciao!!

papavero di campo ha detto...

la stoffa del telo m'incanta, conosco queste trame di tovaglie che venivano tessute alla tela, così si diceva del manufatto al telaio,
ricordo di queste immacolate sacrali tovaglie in abruzzo, che ora ad averne lo riterrei per me un preziosisimo patrimonio!

quanto aila tecnica dei tuoi risi iraniani ne avevo trovato traccia proprio di recente essendomi procurato un avvincente libro della carla Coco il cui titolo "cucina turca armena e curda" è già un gradito acquolinnte sapore solo a recitarselo,
lì spiega questa stessa tecnica e mi ripromettevo di sperimentarla, ma questione di tempo! ma tu artemisiuccia come fai a dilatare il tempo? lo so che certi segreti sono indivulgabili:)
il tortino abbruscato è davvero superbo, da spezzare con le mani e assolutamente da non contaminare con posateria! ah che arcaici richiami, che tuffo di profondità nel passato inconscio!
complimenti alla facitrice di malia!!

ps: fare il tortino se pò fà, i complimenti sono alla tua indiscutibile energia!

Anonimo ha detto...

Questo riso è intrigante e le foto sono magnifiche. Virtuosissima!

nishanga ha detto...

Perchè imbranata, nel commento di prima, risulto anonima; così si capisce subito che la complessità di questa cottura come la leggadria della confezione me le posso solo sognare.
Abbracci

Artemisia Comina ha detto...

no! è semplice! devi provare :)))

(è solo che abbiamo sentito troppo parlare di risotti ;))

Artemisia Comina ha detto...

marina, è un tovagliolo magnifico, senti papavero che dice di quelle stoffe...

Artemisia Comina ha detto...

astro, è un modo di fare il riso da provare.

Artemisia Comina ha detto...

papavero, con le mani! è così che mi immagino la principessa persiana dalle lunghe dita con le unghie rosse (che crescono rosse, mica le tinge) spezzarlo cone la mani, mentre ai polsi tintinnano braccialetti.

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